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In cornice – Gli impressionisti e Dreyfus

Gli impressionisti sono più che famosi (il Brera di Milano ora ospita una mostra di Cezanne e Gauguin e il Vittoriano di Roma aveva chiuso a giugno un’altra su Monet), ma pochi sanno che la definitiva frattura fra loro fu dovuta all’affare Dreyfus. Si schierarono a favore del colonnello francese ingiustamente accusato, Pissarro – ebreo e socialista -, Monet – firmatario convinto dell’appello di Zola – e Signac. Dall’altra parte, Cezanne – ma era quasi indifferente -, Renoir – che pur mantenne rapporto con conoscenti ebrei -, Degas – antisemita convinto. La posizione dei vari artisti pro e contro Dreyfus non andrebbe trattata come mera curiosità, ma come chiave di lettura della loro arte. Non nel senso di scegliere pittori “buoni” e “cattivi”, quanto per leggere meglio le loro opere e la loro evoluzione, come si fa quando si studia, ad esempio, Botticelli (e il neoplatonismo) o David (e l’illuminismo). E’ un detonatore delle differenze latenti fra i più (Renoir, Degas) e i meno abbienti (Monet)? Spiega perché alcuni si concentrano su vedute non cittadine (Monet, ma anche Gauguin) e altri su quelle mondane (Renoir e Degas)? Potrei andare avanti, ma il tema richiede un’analisi approfondita; per una volta, l’antisemitismo può servire a qualcosa.

Daniele Liberanome, critico d’arte