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Contando l’Omer – Il valore dei numeri

Domenica 29 Aprile, 22° giorno dell’Omer, tre settimane e un giorno.
I numeri 49 e 50, in Waiqrà 23, istituiscono la conta dell’Omer e stabiliscono la distanza temporale dall’uscita dall’Egitto al dono della Torà. Un rabbino matematico sopravvissuto alla Shoà, Michael Weissmandel, scoprì una stupefacente conferma del rapporto di queste cifre e la parola Torà agli inizi dei primi due e gli ultimi due libri della Torà (aprendo la strada a una ricerca oggi molto diffusa al computer, sui codici della Torà, di discussa validità scientifica; ma almeno questi casi hanno un indubbio valore). Se si parte dalla prima Taw della Torà, alla fine della parola Bereshit, e si contano le lettere, la cinquantesima è una waw, di qui altre cinquanta e compare la resh, altre cinquanta e c’è la he, per formare la parola Torà. Lo stesso avviene partendo dalla taw della parola Shemot e, alla rovescia dalla prima he che compare in Bemidbar. In Devarim il conto funziona con la prima he del verso 5, ma l’intervallo è 49, non 50. Mistero nel mistero, che qualcuno spiega così: la Torà dei primi libri deriva direttamente dall’alto, quella di Devarim è mediata, ripetuta da Moshè, un gradino più in basso. Noi in che gradino siamo?

rav Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma – twitter @raviologist