Benzion Netanyahu 1910-2012
Ultimo saluto ieri a Gerusalemme per Benzion Netanyahu. Storico, intellettuale, editore, ex segretario di Vladimir Jabotinsky e padre dell’attuale primo ministro dello Stato di Israele, Netanyahu è stato un personaggio chiave per la destra revisionista sionista e primo consigliere politico del figlio cui era legato da un fortissimo affetto. Nato a Varsavia nel 1910 da due ferventi attivisti sionisti, Benzion Mileilowsky (solo in seguito il padre avrebbe cambiato il cognome in Netanyahu) si trasferisce con la famiglia nell’allora Palestina sotto mandato britannico nei primi anni Venti. Prima a Jaffa, poi a Tel Aviv, Safed e infine Gerusalemme. Nel 1944, concluso un ciclo di studi all’Università Ebraica e trasferitosi negli Stati Uniti, Benzion sposa Tzila. La coppia avrà tre figli: Yonathan (1946-1976), che perderà la vita nel corso dell’Operazione Entebbe, il futuro primo ministro Benjamin (1949) e Iddo (1952), fisico e commediografo di successo.
È a cavallo tra gli anni Trenta e Quaranta che Benzion inizia a svolgere un ruolo da protagonista nei circoli del sionismo revisionista. Prima in Israele, con le esperienze come editore del mensile Betar, del quotidiano Ha-Yarden e della Zionist Political Library. Poi in America, dove a New York diventa segretario di Ze’ev Jabotinsky e, dal 1940 al 1948, direttore esecutivo della New Zionist Organization of America che in quegli anni si oppone alla quasi omonima Zionist Organization of America. Con la pubblicazione da parte delle Nazioni Unite del piano di spartizione della Palestina, Benzion è tra i firmatari di una petizione ad esso contraria che viene pubblicato sul New York Times. L’idea di fondo è che i confini di Israele debbano essere più estesi e che non sia possibile arrivare a compromessi con gli arabi. Nel 1949, a un anno dalla proclamazione di indipendenza dello Stato ebraico, Netanyahu fa quindi ritorno a Gerusalemme dove prosegue il suo impegno negli ambienti universitari e dove, alla morte di Joseph Klausner, diventa capo editore dell’Encyclopaedia Hebraica. Poi ancora una lunga esperienza negli Stati Uniti, che lo accolgono come professore di lingua e letteratura ebraica, storia ebraica medievale e capo dipartimento al Dropsie College di Philadelphia (1957-1968), professore di studi ebraici all’Università di Denver (1968-1971) e alla Cornell University (1971-1975). La tragica morte di Jonathan, unica vittima israeliana nel corso dell’eroica operazione sopracitata, lo fa propendere per un ritorno in Israele dove vivrà fino alla morte e dove la carriera in facoltà prosegue tra gli altri proprio all’Università Ebraica di Gerusalemme nelle cui aule si era formato alcuni anni addietro. Sua specializzazione il periodo aureo degli ebrei di Spagna, la violenza delle persecuzioni antisemite che sul finire del quindicesimo secolo porteranno all’annientamento di questa identità e il fenomeno del marranesimo. Un tema cui dedicherà molte energie lasciando in eredità scritti e riflessioni di altissimo valore.
a.s – twitter @asmulevichmoked