Voci a confronto

Il dilemma israeliano è: attaccare da solo l’Iran o consentire che abbia la bomba nucleare o che vi si avvicini tanto da poterla montare in pochi giorni? E’ ormai chiarissimo che l’amministrazione Obama non intende collaborare a un attacco all’Iran, l’ha detto il capo di stato maggiore delle forze americane americane qualche giorno fa, usando l’insultante locuzione “essere complice”, nei giorni scorsi si è diffusa la notizia di un messaggio indiretto di Obama all’Iran per assicurarlo che gli Usa non appoggeranno Israele ed evitare una rappresaglia degli ayatollah sulle basi americane nel Golfo,come continuano a minacciare (notizia non firmata sul Corriere). Se Israele prenderà l’iniziativa prima delle elezioni americane, potrà costringere Obama a partecipare, per non perdere i voti ebraici lasciando Israele al suo destino. Dopo, se Obama rivincesse, la politica fondamentalmente antisraeliana e filo-islamista di questa presidenza si confermerebbe con maggior forza. E’ un gioco difficilissimo. Su questo momento decisivo per la vita di Israele, si può leggere oggi innanzitutto un articolo molto lucido di Meotti sul Foglio e poi anche un pezzo molto antisraeliano ma informato di Ugo Tramballi sul Sole, che appoggia a spada tratta Obama e gli obamiani di Israele e uno di Semprini sullaStampa che dà notizia dei tentativi diplomatici di Barak negli Usa.
Fra le altre notizie: Mahmoud Abbas ha annunciato di nuovo di non volersi ricandidare alle elezioni per la presidenza palestinese, se mai si terranno, essendo il termine scaduto da due o tre anni, come quello del parlamento (notizia sul Sole). Si profila una crisi idrica a Gaza entro cinque anni, dato lo sfruttamento indiscriminato della falda da parte del regime (Falez su Le Monde). Per quanto riguarda la cultura, Cesare Segre sul Corriere parla di Immanuel Romano, poeta ebreo del XIII secolo, un’opera del quale, in un certo senso parallela alla Divina Commedia sarà messa in scena a Ravenna; Castellani su Avvenire riassume la storia di Shaul Ladany, marciatore (e ingegnere e professore e scrittore…) israeliano sopravvissuto al massacro terroristico di Monaco nel ’72 e prima deportato a Bergen Belsen. Ha scritto un libro sulla sua biografia (“Cinque cerchi e una stella”), che sarà presentato al festival della letteratura di Mantova

Ugo Volli