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La vittoria di Barack Obama alle presidenziali americane è alquanto imbarazzante per quanti in Israele e nella diaspora ebraica hanno svolto un’accanita, amara e perdente campagna di opinione a favore di Mitt Romney. Fra questi, Bibi Netanyahu, il suo grande sostenitore Sheldon Adelson, e una certa parte dalla stampa che si autoproclama filo-ebraica e filo-israeliana. Nonostante l’indubbia erosione nel sostegno elettorale nei confronti di Obama, 69 per cento degli elettori ebrei lo hanno votato (erano il 78 per cento nel 2008). Forse questi ebrei non capiscono nulla del loro paese, gli Stati Uniti, o non capiscono nulla del proprio interesse di ebrei. C’è solo da sperare che il rieletto presidente non sia un tipo vendicativo, altrimenti potrebbe essere grave il danno politico e d’immagine prodotto ai danni d’Israele da chi ha speso una fortuna e non ha risparmiato basse e retoriche analogie a sostegno del rivale repubblicano. A parziale consolazione di costoro: ancora solo quattro anni, e poi Obama se ne andrà a casa.

Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme