Qui Firenze – Al Comunale per Korczak

“Un uomo straordinario, un autentico precursore, le sue teorie hanno avuto l’effetto di una rivoluzione“. Così il Maestro Yehezkel Yerushalmi nell’introdurre il concerto Janusz, il Re dei bambini svoltosi ieri sera al Teatro Comunale di Firenze in occasione del Giorno della Memoria. L’evento, realizzato in collaborazione con la Comunità ebraica, l’associazione Italia-Israele e l’ambasciata d’Israele a Roma, ha costituito uno dei momenti centrali delle celebrazioni toscane. Nato a Varsavia, nel 1911 Korczak fondò la Casa degli Orfani, primo esempio di orfanotrofio autogestito dagli stessi bambibi. Un’esperienza drammaticamente conclusasi nel 1942 con la deportazione degli orfani, della direttrice dell’istituto e di Korczak a Treblinka, dove tutti trovarono la morte. Lo spettacolo, tra musica, canto, teatro e video, ha ricostruito gli aspetti salienti della vita del grande educatore polacco e si è soffermato sull’impatto universale del suo lavoro. Nel corso dello spettacolo un omaggio ad Hans Krasa, autore del Brundibar, e un momento musicale con esecuzione di brani di Bizet, Ravel, Mahler. In sala tra gli altri l’ambasciatore di Israele in Italia Naor Gilon, il Mestro Zubin Mehta, il vice sindaco Dario Nardella, il rabbino capo Joseph Levi, il vice presidente della Comunità ebraica Davide Sadun, il presidente di Italia-Israele Rodolfo Foti, la soprintendente del teatro comunale Colombo e moltissime altre autorità. Ieri mattina intanto, dal binario 16 della Stazione Santa Maria Novella, è partito per la Polonia il Treno della Memoria organizzato per l’ottava edizione dalla Regione Toscana su impulso di Ugo Caffaz. Sul treno anche il presidente della Comunità ebraica Sara Cividalli (nell’immagine). “Nel Giorno della Memoria, giorno della società civile, il nostro compito come Comunità ebraica è di testimoniare ed essere presenti affinché le nuove generazione ricordino e conoscano. Questo – ha affermato pochi minuti prima della partenza – affinché si sviluppi una vera coscienza storica perché quello che è stato non accada nuovamente, per nessuno e mai più”. Dopo essersi soffermata sulle sofferenze patite dalla sua famiglia, Cividalli ha aggiunto: “Delle centinaia di ebrei da qui deportati tornarono indietro solo quindici persone, dei numerosi bambini non vi fu nessun superstite. Questi sono i fatti che dobbiamo ricordare e raccontare ai nostri ragazzi perché solo con la conoscenza di quello che è stato, possiamo formare una generazione futura che sappia evitare le discriminazioni di ogni tipo verso il prossimo. La memoria deve rappresentare uno strumento contro ogni forma di razzismo e di xenofobia”. Presentati, sempre al binario 16, i progetti per la realizzazione di un monumento alla memoria dei deportati fiorentini. L’iniziativa, che vede la partnership di Rotary Club, Comunità ebraica, Accademia di Belle Arti e Associazione Teatri d’Imbarco con patrocini trasversali nel mondo istituzionale, vivrà adesso la fase di implementazione e così, entro il mese di novembre, la città di Firenze avrà il suo monumento.

a.s – twitter asmulevichmoked

(28 gennaio 2013)

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