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Ticketless – Alla peggio andrò in biblioteca

cavaglionRimango spesso colpito dalla fragilità sentimentale dei miei studenti. La delusione amorosa – a dispetto di luoghi comuni diffusi – produce, come sempre, dolore, rabbia, solitudine. Allo sfortunato corteggiatore, che non sapendo dove picchiare la testa viene a cercarti per trovare una parola di conforto, ricordo sempre la pagina di Svevo (Una vita) in cui Alfonso Nitti rincorre una donna che lo ha affascinato, ma dopo averla seguita, persa, ritrovata e ripersa ancora, esclama: “Alla peggio andrò in biblioteca”, a voler dare un senso alla propria passeggiata.
cavaglionNon potevano trovare titolo più felice Simone Volpato e Riccardo Cepach per questo libro che racconta il ritrovamento di 71 volumi della biblioteca di Svevo di cui s’era persa ogni traccia (Macerata, Bibliohaus, 20123). Il dato fattuale della riscoperta consente di ragionare sul rapporto di uno scrittore con i proprio libri. Per ricostruire almeno idealmente la biblioteca sveviana i biografi si sono trasformati in detective e hanno passato in rassegna finanche le schede di consultazione della Biblioteca comunale per ritrovare i libri che il giovane Svevo consultava in sala o chiedeva in prestito per compensare i patimenti amorosi. Il rapporto fra uno scrittore e i libri della propria biblioteca è un rapporto amoroso, nell’età giovanile dei corteggiamenti come nell’età matura quando Svevo rifletteva e (forse) praticava l’adulterio. I saggi dei due curatori sono pieni di ipotesi interpretative nuove, su libri di cui si sospettava l’esistenza, per esempio Rilke, e su altre inaspettate sorprese. I manuali, per esempio, che hanno sempre aiutato a coltivare l’arte in cui Svevo era insuperabile: l’arte dello scrivere lettere, commerciali e sentimentali. Il libro di Volpato-Cepach ha un ricco apparato iconografico, dove va innanzitutto segnalata la foto dell’equipaggio del 459. Bombardmnet Group che il 20 febbraio 1945 distrusse come effetto collaterale Villa Veneziani, situata non lontano dal porto cittadino. Nei due anni che ci separano al 2015, data del settantesimo anniversario della Liberazione, bisognerà ritornare sulla storia delle biblioteche distrutte, dei libri sommersi e dei libri salvati.

Alberto Cavaglion

(25 settembre 2013)