Voci a confronto
“Stavolta bisogna che dica a Vauro: basta con l’incitamento. Io la citerò alla Corte europea dei diritti umani, e cercherò giustizia perché come dice Shylock, mangiamo lo stesso cibo, siamo feriti dalle stesse armi e se si punge un ebreo, forse che non sanguina?”. Cita Shakespeare Fiamma Nirenstein sul Giornale e affonda il colpo contro Vauro Senesi, a pochi giorni della sentenza che ha visto confermata in appello la condanna per diffamazione a Peppino Caldarola e Antonio Polito in merito al famoso caso scatenato dalla vignetta “Mostri elettorali”. Secondo la ex parlamentare, raffigurata da Vauro come novello Frankestein con cuciti sul petto tre simboli, quello del Pdl, il fascio littorio e la stella di David, “quando guardo la vignetta di Vauro con la mia caricatura (…) penso: bravo Vauro, ha saputo compendiare tutto il significato dell’antisemitismo contemporaneo in una sola immagine”.
Spazio nelle pagine romane del Corriere della Sera, Messaggero e Repubblica per l’ottava edizione del Pitigliani Kolno’a Festival, rassegna dedicata al cinema israeliano e al mondo ebraico. Diretto da Dan Muggia e Aria Piattelli, il Festival aprirà sabato 2 novembre con la proiezione del documentario The flat, di Arnon Goldfinger. Dodici i film che si avvicenderanno nelle sale alla Casa del Cinema e al Centro Pitigliani, fino al 6 novembre.
In tema di cultura, il Fatto Quotidiano riporta la notizia del pericolo di chiusura della Libreria antiquaria Umberto Saba di Trieste, sottolineando l’accordo stipulato il 22 ottobre, tra gli altri, dalla Comunità ebraica triestina per salvare uno dei luoghi storici della città.
Una proposta di legge che farà discutere è stata presentata in Israele dal ex giornalista Ofer Shelah del partito Yesh Atid: al centro del progetto l’adozione di una legge che legalizzi l’eutanasia (Avvenire).
A distanza di qualche settimana dal viaggio della memoria ad Auschwitz che ha visto il sindaco Ignazio Marino recarsi per la prima volta nel campo di sterminio polacco, il settimanale Famiglia Cristiana pubblica un resoconto dell’iniziativa a cui hanno partecipato il testimone Sami Modiano e circa duecento studenti delle scuole romane, oltre a una delegazione della Comunità ebraica della Capitale guidata dal rabbino capo Riccardo Di Segni e dal presidente Riccardo Pacifici.
Parlando di Memoria, su Panorama il giornalista Stenio Solinas si chiede se “morirà mai l’antifascismo?”. Biasima le immagini dei calci dati al furgone mortuario di Erich Priebke Solinas per poi riflettere sull’incapacità italiana di analizzare il suo passato e formare una coscienza storica sul fascismo: “Il crollo del fascismo non dovuto a una reazione interna e accelerato da una resa dei conti planetaria. Il generale consenso al regime almeno fino allo scoppio della guerra. Invece che riflettere su questo, e magari su questo inchiodare il fascismo alle sue responsabilità, si preferì avallare l’idea di un ventennale incidente della storia: di una presa di possesso perpetrata e perpetuata fra il disinteresse e l’ostilità degli italiani, di un’opera buffa prima, e poi tetra, che aveva visto tutti contro, nessuno a favore, se non una piccola minoranza di comici e briganti”.
Su XL di Repubblica, sotto il titolo di “Tutti ebrei per fuggire all’Ovest, anche a costo di farsi male…” Nicola Lilin racconta gli espedienti usati dai cittadini dell’URSS per scappare dal regime negli anni Settanta, quando fu deciso per decreto che le persone di origine ebraica “dovevano abbandonare la patria del comunismo”.
(31 ottobre 2013)