Firenze, Bologna – Memoria per il futuro

binarioFirenze, Bologna. Nel 70esimo anniversario della deportazione due cerimonie per ricordare l’orrore. A Firenze l’appuntamento è al binario 16 della Stazione Santa Maria Novella dove viene svelato il monumento alla memoria degli ebrei fiorentini deportati. Autore lo studente dell’Accademia delle belle arti Nicola Rossini, vincitore del bando di concorso promosso dal Rotary club in collaborazione con la Comunità ebraica, l’Accademia e l’associazione Teatri d’Imbarco. La statua si intitola Animus e si compone di quattro blocchi di marmo giallo sahara rotti con al centro un cuneo di ferro. Il marmo spezzato irrimediabilmente, ha spiegato Rossini, “rappresenta l’irrimediabile tragedia del popolo ebraico”.
Con il presidente della Comunità ebraica fiorentina Sara Cividalli il rabbino capo Joseph Levi, che ha letto un salmo, i rappresentanti di Comune, Provincia e Regione, Rotary, Teatri d’Imbarco, associazioni impegnate nella tutela e nella diffusione del valore della Memoria.
“La significativa partecipazione alla cerimonia odierna e alla fiaccolata dello scorso mercoledì con Sant’Egidio dà il segno di un’attenzione molto forte verso queste tematiche. Tanti i giovani presenti, un segnale importante per un impegno di Memoria necessariamente proiettato al futuro”, afferma Cividalli.
Nell’occasione sono state presentate le varie iniziative in ricordo della deportazione da Firenze, Siena e Arezzo del novembre 1943. A partire dalla cerimonia di domenica in sinagoga in cui prenderanno la parola testimoni e sopravvissuti e che sarà seguita da un convegno storico con relatrice, tra gli altri, la storica Marta Baiardi.
bolognaCi si ritrova anche a Bologna. Con il presidente della Comunità ebraica Daniele De Paz, il rabbino capo Alberto Sermoneta, il presidente del Consiglio comunale Simona Lembi e i rappresentanti di quartiere. Molte decine i cittadini che scelgono di ritrovarsi di primo mattino in via Mario Finzi, davanti alla lapide posta in ricordo delle vittime dell’odio razziale. È la prima volta, spiega De Paz, che viene organizzata una commemorazione pubblica in questo specifico anniversario. “La testimonianza della civiltà offesa è ancora oggi una cicatrice indelebile – afferma – ma la Comunità ebraica è ancora e sempre in prima linea nell’esaltazione degli eterni ideali di libertà di giustizia di pace”. Rav Sermoneta, nel recitare un salmo e un kaddish, ha ricordato la figura dell’allora rabbino capo Nathan Orvieto, ucciso assieme ai familiari e a molti correligionari.

(9 novembre 2013)