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…rispetto

Mi scuso in anticipo per la presa di posizione “politicamente scorretta”, ma devo dire che ho trovato francamente disdicevoli le fotografie del Ministro degli Esteri Emma Bonino imbacuccata a Teheran con un arsenale di strani scialli e altri buffi copricapo. Conosciamo da sempre Emma Bonino per la sua coraggiosa difesa dei diritti civili, della democrazia, dell’autonomia di pensiero, del multiculturalismo, e della parità di diritti della donna. In Iran, se tutte le giornaliste televisive sono solite travestirsi da fondamentaliste islamiche, dal ministro degli Esteri ci saremmo aspettati qualcosa di differente. L’ovvia e trita spiegazione è che il cambio di costume esprime rispetto per l’ospitante. Si potrebbe allora pretendere che quando i ruoli sono invertiti, ossia quando l’ospite iraniano arriva in Italia, si presenti vestito con gli ultimi modelli di Armani e di Valentino. Ma questo generalmente non accade. Allora sorge il dubbio che esista una gerarchia del rispetto: a casa mia tu fai come a casa tua, e a casa tua io faccio come a casa tua. A titolo di consolazione, ricordiamo che nella Mishnàh, nel Trattato Massime dei Padri (5, 10), è detto: “Chi dice: ciò che è mio è tuo, e ciò che è tuo è tuo, è un uomo pio” (o nella fattispecie, una donna pia). Se questa sia una buona politica estera è un altro discorso.

Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme

(26 dicembre 2013)