La Memoria viva

rassegna“Il titolo dell’ultimo libro di Elena Loewenthal è decisamente provocatorio: Contro la giornata della memoria (Torino, Add Editore, 2014, pagine 93, euro io). E confermandosi uno spazio culturale aperto al dialogo, il mensile ‘Pagine Ebraiche’, sul numero di febbraio, pubblica un’intervista del direttore Guido Vitale alla scrittrice che spiega le ragioni del suo appello”. Così l’Osservatore Romano nel presentare l’intervista del mese del numero di Pagine Ebraiche di febbraio in distribuzione. A Vitale che le chiede cosa vuole ottenere con questo libro, Loewenthal risponde: “Fare della Memoria un’esperienza viva e non un esercizio di retorica”.

Inaugurata ieri al Museo di Roma in Trastevere la mostra I giovani ricordano la Shoah organizzata dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con il supporto dell’UCEI. Presenti all’inaugurazione, tra gli altri, il ministro Maria Chiara Carrozza, il presidente UCEI Renzo Gattegna, l’assessore alla Cultura di Roma Capitale Flavia Barca e l’ambasciatore d’Israele in Italia Naor Gilon. “Vi dò il massimo dei voti”, ha detto il ministro Carrozza rivolgendosi ai ragazzi. “Una mostra che trabocca di speranza”, ha spiegato Sira Fatucci a Francesca Nunberg del Messaggero.

Prosegue, con grande successo, l’iniziativa del Corriere.it sulla figura di Vera Jarach Vigevani. Oggi, in occasione della quarta puntata della serie, Antonio Ferrari intervista per il cartaceo Arrigo Levi, grande firma del giornalismo italiano ma soprattutto amico di infanzia della famiglia Vigevani e custode di molti ricordi del periodo trascorso a Buenos Aires. Finito l’inferno, le strade di Arrigo e Vera divergono. “Alla fine della guerra – racconta infatti il giornalista – abbiamo cominciato a pensare al ritorno in Italia, mentre la famiglia di Vera decise di restare. Sapete quando siamo arrivati a Modena? Il 2 giugno del 1946. Mio padre avrebbe fatto qualsiasi sacrificio per poter essere a casa quel giorno. Il perché è semplice: voleva arrivare in tempo per votare al referendum istituzionale sulla scelta tra monarchia e repubblica. Riuscì a votare. Era doppiamente felice: di essere tornato e di aver esercitato il proprio diritto-dovere di elettore”.

Missione a Roma per il ministro agli affari strategici israeliano Yuval Steinitz. Scopo del viaggio, secondo il quotidiano Maariv, “frenare il riavvicinamento in corso tra Italia e Iran”. Dal Forum di Davos la replica del ministro degli Esteri Emma Bonino. “Non si tratta — ha detto il ministro — di bloccare o non bloccare i rapporti economici tra Italia e Iran. Noi abbiamo messo sul sito del ministero cosa significa l’alleggerimento delle sanzioni all’Iran e quali sanzioni rimangono in vigore. A partire da ciò, gli imprenditori traggono le loro conseguenze” (Repubblica).

In Israele intanto arrestati tre esponenti di Al Qaeda che stavano progettando attentati e azioni terroristiche. L’operazione delle forze di sicurezza si è svolta nel quartiere di Gerusalemme Est. Tra gli obiettivi della cellula, riporta Libero, l’ambasciata americana di Tel Aviv, il rapimento di soldati da una stazione di autobus e un attacco con granate, a mezzo di un commando, a un importante centro congressi di Gerusalemme, l’International Convention Centre, con annessi ordigni per ‘accogliere’ le squadre di soccorso.

Duro scontro sul futuro del tiranno Assad a monopolizzare l’attenzione del primo giorno di lavori della conferenza di pace sulla Siria in svolgimento a Montreux. A ricostruire i tanti passaggi di una giornata complessa è l’inviato della Stampa Maurizio Molinari. Netta, tra le altre, la posizione del segretario di Stato statunitense John Kerry: “Assad non può far parte della transizione, è lui il magnete del terrorismo ed è lui che ha risposto con la violenza alle prime pacifiche proteste nel 2011”.

Stato di fermo e interrogatorio per il comico francese Dieudonnè che, in risposta all’ufficiale giudiziario che gli aveva notificato una nuova ingiunzione di pagamento delle somme alle quali in passato è stato condannato per incitamento all’antisemitismo e all’odio razziale, avrebbe cacciato in malo modo l’uomo e sparato un colpo in aria con una pistola flashball.


Adam Smulevich
twitter @asmulevichmoked

(23 gennaio 2014)