Ucraina – Da Kiev a Donetsk, speranze e paure
Sono tanti gli spettri che si aggirano minacciosi lungo le vie di Kiev, di Donetsk, Leopoli come Odessa. Gli ucraini, o meglio gli uomini e le donne di Piazza Maidan hanno cacciato il proprio presidente Viktor Yanukovych, il filorusso che non voleva l’Europa, aspirando a costruire un’Ucraina nuova, più democratica e meno corrotta. Ora la sfida sarà dare seguito a questo sogno senza spaccare un paese già diviso: perché se a Kiev, che piange le sue vittime, il nome di Putin non è affatto popolare, non è così nell’est del paese, dove si parla russo e si lavora con i russi. E così gli spettri della violenza fratricida, della guerra civile, del caos nazionale preoccupano gli insorti del movimento EuroMaidan così come i concittadini di Donetsk o della Crimea che guardano con occhi diversi al futuro. Una preoccupazione che assume ulteriori connotati nelle voci della realtà ebraica ucraina, divisa sul piano politico ma trasversalmente inquieta di fronte al pericolo del populismo e della retorica antisemita di alcune fazioni ultranazionaliste. E così mentre un rabbino ucraino, Moshe Reuven Azman, invita i concittadini ebrei a lasciare il paese, diverse organizzazioni ebraiche si stanno mobilitando per fornire aiuti e protezione alle comunità ucraine. “Eventi recenti hanno mostrato che dobbiamo rafforzare le misure di sicurezza per queste istituzioni – ha dichiarato Nathan Sharansky, capo dell’Agenzia Ebraica, organizzazione internazionale basata a Gerusalemme e attiva in tutto il mondo – abbiamo una responsabilità morale nell’assicurare la sicurezza degli ebrei ucraini”.
Anche la American Jewish Joint Distribution Committee (Jdc) si è mobilitata per portare aiuti in Ucraina. A fare un quadro poco rassicurante della situazione, Ofer Glanz, direttore della Jdc per l’area dell’Ex Unione Sovietica, che ha parlato di “scarsità di viveri, sospensione del trasporto pubblico e una crescente paura, in particolare tra i più anziani”. Tra i tratti inquietanti, la presenza apparentemente sempre più forte del partito ultranazionalista Svoboda, che nelle ultime elezioni è arrivato al 10% ed è sceso in prima fila in questi mesi in piazza nella protesta anti-Yanukovych. “L’Ucraina è governata da una mafia moscovita ebraica” e “il paese dovrebbe finalmente tornare in mano agli ucraini” sono alcune delle recenti affermazioni di Oleh Tyahnybok, leader di Svoboda. Parole ripetute in più circostanze dagli uomini di Svoboda, che dell’antisemitismo hanno fatto uno strumento politico, come denunciava nel 2012 l’Anti-defamation League (Adl). “La retorica antisemita – dichiarava Abraham Foxman, direttore dell’Adl – è stata una dei pilastri della campagna dei leader di Svoboda”. La stessa organizzazione, impegnata nel combattere discriminazioni e razzismi, denunciò le pericolose strette di mano tra l’allora leader dell’opposizione ed ex primo ministro Yulia Tymoshenko – ribattezza la Giovanna d’Arco della rivoluzione arancione ucraina – e gli estremisti di Svoboda. Quegli accordi tornano a fare notizia ora che la Tymoshenko, dopo due anni di carcere per una condanna per malversazione di fondi pubblici, è tornata in libertà. Vittima del regime oppressivo di Yanukovych, negli anni di prigionia sono uscite diverse foto di una Tymoshenko livida e debilitata. Dalle piazze i suoi sostenitori ne chiedevano la liberazione, accusando il governo di aver incarcerato la leader del movimento arancione per motivi politici e non per presunti reati. Se le violenze dei carcerieri sono state ampiamente documentate, sulla totale innocenza della Tymoshenko non tutti sembrano convinti. In ogni caso, lei ha già lanciato la sua candidatura alla presidenza del paese, con buona pace dei leader della protesta di Piazza Maidan, primo fra tutti l’ex pugile Vitali Klitschko. Suo uno dei volti simbolo di questi mesi di tensione a Kiev. L’immagine di Klitschko imbiancato da un estintore mentre cercava di calmare le frange più violente della manifestazione pro Euro e anti-regime è emblematica delle contraddizioni ucraine.
Daniel Reichel
(24 febbraio 2014)