Il Cardinale Giusto
“Nei mesi della persecuzione antiebraica fu tra i coordinatori della rete di assistenza clandestina che – al fianco della Delasem – mise in salvo centinaia di vittime dell’odio razzista. Il coraggio e la coerenza, l’umanità e la tenacia: un filo conduttore che attraversa l’intera vicenda di Elia Dalla Costa, cardinale e arcivescovo di Firenze per un trentennio esatto (1931-1961) che lo Yad Vashem ha voluto includere tra i Giusti tra le Nazioni onorati per l’impegno profuso a tutela della vita e della dignità umana”. Sulla prima pagina dell’Osservatore Romano, a firma di Adam Smulevich, l’articolo che ricostruisce le vicende dell’arcivescovo Elia Dalla Costa, nominato ieri Giusto tra le Nazioni durante la cerimonia svoltasi a Palazzo Vecchio a Firenze. Sul quotidiano vaticano, Smulevich richiama le parole dell’attuale arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori, riportate nell’intervista pubblicata sul numero di marzo di Pagine Ebraiche. “ È fuori di ogni dubbio – afferma Betori che, nella primavera 2012 aveva anticipato al direttore di Pagine Ebraiche Guido Vitale l’imminente riconoscimento dell’opera di Dalla Costa – che il passaggio epocale che il concilio Vaticano II ha introdotto nei rapporti tra ebrei e cristiani sul piano dottrinale non sarebbe stato possibile senza la concreta esperienza di vicinanza, conoscenza e fraternità che è maturata in molti luoghi, non da ultimo a Firenze grazie al cardinale Dalla Costa e al rabbino (Nathan) Cassuto”. Per Joseph Levi, rabbino capo di Firenze, Dalla Costa è l’esempio di come, anche nei momenti più bui, non ci si possa abbandonare al fatalismo. Una lezione di vita presente nel testo biblico, “quando c’è un pericolo bisogna adoperarsi nei modi più adeguati affinché questo cessi – afferma Levi – Mai tirarsi indietro”. “Dalla Costa ha guardato, ha visto, non si è girato indifferente – sottolinea Sara Cividalli, presidente della Comunità ebraica fiorentina – si è impegnato in prima persona e utilizzando la sua influenza per spingere le strutture religiose, i conventi e i cattolici a seguire la sua scelta. Una scelta pericolosa ma imperativa per chi era di animo retto e onesto”.
A proposito di Giusti, il 6 marzo si celebra la Giornata europea dedicata a “chi ha saputo cercare il bene con la scelta di difendere la dignità umana nei momenti bui”. Sul Fatto Quotidiano Gianni Barbacetto ricorda l’importanza di questo appuntamento, fortemente voluto da Gabriele Nissim, fondatore e presidente di Gariwo, il comitato per la Foresta dei Giusti, che organizza iniziative e promuove il ricordo dei Giusti nel mondo. “ A ROMA, il 3 marzo, presso la Sala del Mappamondo di Montecitorio – ricorda Barbacetto – ci sarà il convegno su Memoria del bene e prevenzione dei genocidi, in occasione della presentazione di una legge in Parlamento che istituisca la Giornata dei Giusti anche in Italia”.
Preoccupano le notizie da Berlino in chiave elezioni europee. La decisione della Corte Costituzionale tedesca, infatti, di dichiarare illegittima la soglia di sbarramento del 3% per le europee di fine maggio potrebbe portare a Strasburgo uomini del Nationaldemocratische Partei Deutchlands: il partito neonazista che alle scorse elezioni aveva raccolto l’1,3% (La Stampa). Un altro colpo a un’Europa che assiste quasi inerme al successo dei partiti che ne contestano l’esistenza o ne vorrebbero riformare le fondamenta. Contro l’onda Euroscettica e il populismo provano a intervenire alcuni intellettuali di fama internazionale: su Repubblica l’appello – non privo di critiche alle istituzioni di Bruxelles – di Ulrich Beck, firmato da personaggi come Zygmunt Bauman, Daniel Birnbaum, Agnes Heller, ai cittadini e cittadine dell’Unione Europea perché scelgano l’Europa.
Mentre Israele si prepara a una possibile rappresaglia del gruppo terroristico Hezbollah (Messaggero), colpito lunedì dall’aviazione militare israeliana, il governo Netanyahu è costretto a confrontarsi con l’ennesima polemica internazionale. Ricard Falk, esperto dell’Onu, ha denunciato la politica israeliana nei confronti dei palestinesi, definendola di apartheid e una pulizia etnica. “Accuse – scrive il Messaggero – che il governo Netanyahu respinge come il frutto dell’atteggiamento pregiudizialmente ostile attribuito a chi ha firmato il testo”.
In Italia, continua il lavoro del neo premier Matteo Renzi nella scelta della squadra di governo, con il parlamentare pd Yoram Gutgeld “destinato – secondo il Fatto Quotidiano – dai rumors di Transatlantico al dipartimento economico di Palazzo Chigi”.
“Ho fatto solo un piccolo gesto, per una causa in cui credo. E ripeto: avere dei pregiudizi sessuali è da ignoranti”. Sui quotidiani nazionali – Repubblica, Gazzetta dello Sport e La Stampa – il protagonista di giornata è Daniele Dessena, difensore del Cagliari, impegnato in una campagna contro l’omofobia e oggetto di insulti sul web per la sua scelta.
Daniel Reichel
(27 febbraio 2014)