Falsità e cospirazioni

rassegnaLe tesi cospirazioniste sull’11 settembre, con ebrei complici degli americani per danneggiare l’Islam, il rispolvero del falso dei Protocolli dei savi anziani di Sion, la setta degli illuminati dominatrice del mondo. Grazie a internet l’universo dei dietrologhi e dei complottisti ha trovato e trova sempre più diffusione nel pubblico, in particolare tra i giovani. Un fenomeno pericoloso che, secondo una denuncia di Le Monde, sembra attecchire tra molti studenti francesi. A rilanciare la notizia sui quotidiani italiani, il Corriere della Sera e La Repubblica. Secondo molti giovani d’Oltralpe a dominare il mondo sarebbe una fantomatica setta, gli Illuminati, che tra i propri adepti conterebbe il presidente americano Barack Obama, l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy ma anche cantati pop come Rihanna. Ma come sottolinea la giornalista Elisa Mignot su Repubblica, “la parola ‘Illuminati’ è spesso seguita da affermazioni antisemite e negazioniste”. In Francia sulle teorie del complotto personaggi come Alain Soral e il comico Dieudonné, noto per le posizioni antisemite, hanno costruito gran parte del proprio successo, fomentando velenosi quanto pericolosi pregiudizi antiebraici.

Per aver portato un gruppo di studenti palestinesi in visita ad Auschwitz, Muhammed Dajani, docente di Studi americani dell’ateneo di Al Quds, deve ora vivere blindato nella sua casa di Gerusalemme Est. Additato come traditore del popolo palestinese, Dajani racconta al giornalista Maurizio Molinari (La Stampa) il perché della sua scelta. “Dajani – scrive Molinari – è convinto che il riconoscimento della Shoà sia un pilastro della convivenza e legge dunque come ‘un passo positivo’ la scelta del presidente palestinese Abu Mazen di inviare ad Israele un messaggio per il giorno dell’Olocausto. Ciò non toglie – sottolinea il giornalista – che molto resta da fare: i libri del Mein Kampf sulle bancarelle di Ramallah celano un negazionismo frutto del rigetto di Israele”.

Sul Corriere della Sera Gian Antonio Stella dedica il proprio editoriale alla controversia nata tra una coppia milanese e l’anagrafe sulla scelta di chiamare la figlia Lior. “I nomi un po’ ‘eccentrici’ rispetto, a quelli più usati, in realtà, sono occasione di risse, polemiche politiche e cause giudiziarie – scrive Stella – da molto prima che quei due genitori milanesi di religione ebraica si ribellassero (‘siamo disposti ad arrivare anche in Cassazione’) al rifiuto dell’anagrafe milanese di chiamare la loro figlia Lior (in ebraico significa ‘Mia Luce’) perché non è chiaro se si tratti di un nome maschile o femminile”. “Confusione – continua il giornalista – in qualche modo esistente anche nel mondo ebraico se è vero che portano quel nome, oltre a molte donne, anche un cestista (Lior Eliyahu), un calciatore (Lior Refaelov) e un cantante, Lior Attar”.

A pochi giorni dall’inaugurazione della V edizione della Festa del Libro ebraico di Ferrara, “la direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna manda in gara i lavori di recupero delle ex carceri di Ferrara da destinare a sede del Museo nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (Meis)” (Sole 24 Ore). La gara rimarrà aperta fino al 2 giugno.

Passi avanti reali o presunti? Sul Giornale Fiamma Nirenstein ricostruisce la questione del nucleare iraniano, programma che, secondo gli accordi con i famosi 5+1, Teheran dovrebbe smantellare. Per la giornalista, dietro ai sorrisi iraniani si celano false promesse e una situazione di fatto che non è cambiata, “l’Iran, anche se ha ridotto le percentuali di parte dell’uranio arricchito, ha le centrifughe e le riserve sul territorio pronti a entrare in funzione se la volontà politica di Khamenei, il leader supremo, lo deciderà”.

In prossimità delle celebrazioni per il 25 aprile, giorno della Liberazione, l’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) lancia un appello – attraverso le pagine milanesi di Repubblica – perché Loggia dei Mercati (piazza dove si conclude il corteo commemorativo del capoluogo lombardo) diventi un “luogo della memoria” da sottrarre al degrado. Una risposta, quella dell’Anpi, alle provocazioni di questi giorni di fazioni di estrema destra, che avevano fatto circolare a Milano dei volantini che inneggiavano a Hitler.

Daniel Reichel

(23 aprile 2014)