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Qui Venezia – In piazza per la libertà

252“È difficile pensare oggi come – solo un anno prima della Liberazione, 70 anni fa appunto – a partire dalla notte del 5 dicembre ‘43 – Venezia avesse visto la frenetica caccia agli ebrei dalle loro case e dalla Casa di ricovero, con l’arresto e la deportazione di più di duecento persone (che fossero vecchi, donne o bambini – anche di pochi mesi), finite per la maggior parte nel campo di sterminio di Auschwitz. Deportazione cui i fascisti italiani diedero il loro orrendo contributo. E quanto mai incomprensibili possono apparire oggi – tra quelle atroci violenze – le vicende particolarmente odiose che videro il prelevamento dalla Casa di riposo di 21 ultrasettantenni assieme al rabbino capo della Comunità Adolfo Ottolenghi: proprio da quel campo di Ghetto, dove solo nel gennaio di quest’anno è stata posta una pietra di inciampo, a ricordo di tali tragici avvenimenti”.
Queste le parole del consigliere della Comunità Ebraica di Venezia, Enrico Levis, durante le celebrazioni per il 69° anniversario della liberazione. Liberazione che, ha spiegato, “segnò un nuovo inizio per tutti gli italiani e che restituì a un’Italia disonorata un nuovo ruolo pieno di sogni e di speranze”.
Come ogni anno Venezia ha celebrato il 25 aprile, con una serie di iniziative organizzate dal Comune in collaborazione con le associazioni partigiane, il Comitato Coordinamento associazioni combattentistiche e d’arma, l’Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea e la Comunità ebraica di Venezia.
Tra le tante attività che ogni anno vengono organizzate anche il consueto percorso della memoria con la tradizionale deposizione delle corone di alloro davanti ai monumenti ai caduti per la libertà contro il nazifascismo: partito da Campo San Canciano, il corteo, composto da cittadini comuni e cappeggiato da una delegazione di partigiani, ha visitato le lapidi commemorative poste sulle case di sette martiri veneziani per la resistenza: Bruno Crovato, Luigi Borgato, Giuseppe Tramontin, Ubaldo Belli, Piero Favretti, Augusto Picutti, Manfredi Azzarita.
Una giornata per consolidare gli ideali di libertà e rispetto del prossimo culminata in Campo di Ghetto Nuovo per l’alzabandiera e la commemorazione ufficiale alla presenza del sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, dell’assessore Tiziana Agostini e di Lia Finzi, presidente ANPI Sette Martiri Venezia. La cerimonia è stata preceduta dal concerto degli studenti delle scuole medie inferiori e superiori del territorio veneziano, “Dante Alighieri” e “Marco Polo”.

Per l’intervento integrale del consigliere Enrico Levis:
http://jvenice.org/it/celebrazioni-del-25-aprile-una-liberazione-che-diede-nuova-speranza-all-italia

Michael Calimani

(27 aprile 2014)