L’odio antisemita torna a colpire
Opinione pubblica scossa dall’attacco antisemita di Bruxelles. La notizia occupa infatti le prime pagine dei principali giornali ed è corredata da intervista e approfondimenti che inquadrano l’episodio alla vigilia di un voto decisivo per il futuro delle istituzioni europee. Di attacco al cuore della civiltà ha parlato il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna in una dichiarazione diffusa al termine del riposo ebraico dello Shabbat e riportata, in ampi stralci, dal Corriere della sera (articolo a firma di Luigi Offeddu). “La nostra risposta a questa ennesima violenza – ha affermato il presidente UCEI – deve essere nella coesione di tutti coloro che si riconoscono in quei valori di pace, unità e fratellanza che i nostri nemici, i nemici dell’Europa libera e plurale sorta sulle ceneri di Auschwitz, cercano di mettere una nuova volta sotto attacco”.
Nuove misure di sicurezza sono state approntate in Italia, anche attorno ai luoghi e alle istituzioni ebraiche della Capitale già violate in passato dall’odio antisemita. “A marcare l’apprensione – scrive Riccardo Tagliapietra sul Messaggero – ci sono i ricordi degli ebrei che vivono a Roma e del resto dei cittadini che non hanno dimenticato l’attentato contro la sinagoga del 1982 che provocò un morto e quaranta feriti e l’attentato terroristico a Fiumicino perpetrato il 27 dicembre 1985 a opera del gruppo palestinese estremista facente capo ad Abu Nidal”.
Numerose le voci di condanna a levarsi, a partire da quelle del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del primo ministro Matteo Renzi. Da leggere, tra i vari interventi, le valutazioni dell’intellettuale francese Marek Halter sul Corriere della sera e del cacciatore di nazisti Efraim Zuroff su Repubblica. Oltre alle parole del presidente Gattegna, la stampa nazionale riporta i commenti di altri due esponenti del mondo ebraico italiano: l’ex presidente UCEI Amos Luzzatto e il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici. In una intervista all’Unità Luzzatto si sofferma inoltre sul luogo della strage e sulle simbologie da esso evocate. “La scelta del museo – spiega – è il tentativo di combattere violentemente contro la memoria, di cancellarla con la forza. La memoria fa paura ai seminatori di odio. Perché senza memoria non c’è futuro per comunità e nazioni che si vogliono democratiche”. Sul Quotidiano Nazionale il richiamo formulato da Pacifici: “Si devono ascoltare i nostri appelli ad alzare la guardia”.
In un editoriale che appare su Repubblica Gad Lerner analizza i fatti di Bruxelles in relazione alla visita di Bergoglio in Medio Oriente e al messaggio che quest’ultimo potrebbe lanciare riposizionando un dialogo ebraico-cristiano che, scrive il giornalista, è “sostanzialmente fermo da quasi tre lustri”. Secondo Lerner l’attuale papa sconterebbe pregiudizi e ostilità da parte di una significativa componente dell’opinione pubblica sia israeliana che ebraica. Tra i segnali di diffidenza citati, il recente intervento del giornale comunitario romano in cui, in modo artificioso e strumentale, si accusavano gli organi di stampa dell’UCEI di aver instaurato “un’eccessiva sintonia con l’Osservatore Romano”.
In attesa di recarsi in Israele nel pomeriggio, primi incontri e prime sollecitazioni dalla visita di Bergoglio ad Amman. Al centro delle sue riflessioni le speranze per il rilancio del processo di pace tra israeliani e palestinesi e la cessazione di ogni conflitto in Siria. Le sue parole sono analizzate dai molti vaticanisti al seguito della missione. Tra gli altri ne scrivono Gian Guido Vecchi (Corriere), Marco Ansaldo (Repubblica), Andrea Tornielli (La Stampa), Carlo Marroni (Sole 24 Ore) e Franca Giansoldati (Messaggero). Parole di apprezzamento per la condanna della barbarie siriana arrivano anche da Fiamma Nirenstein (Il Giornale).
Sulle pagine dell’inserto domenicale La Lettura del Corriere torna l’appuntamento con la rubrica Alefbet di Daria Gorodisky, dedicata oggi al romanzo I Middlestein (ed. Giuntina). Di Jami Attenberg, autrice dell’opera, Gorodisky scrive: “Se le trame delle sue opere precedenti si concentrano di volta in volta su sesso, matrimonio, rapporti tra gli esseri umani, scoperta del sé, nella saga familiare I Middlestein tutti questi elementi sono miscelati insieme con capacità matura”.
Sul domenicale del Sole 24 Ore, tra i vari contributi spicca un articolo di Sergio Luzzatto sul tema dell’antisemitismo alla luce di alcune uscite editoriali che analizzano, con grande profondità, nascita e diffusione di un pregiudizio ancora drammaticamente attuale. L’analisi è dedicata in particolare alle tracce lasciate dalla liturgia religiosa attraverso i secoli.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(25 maggio 2014)