#EyadGiladNaftali – L’Italia ebraica non si ferma
Un digiuno per Eyad, Gilad e Naftali. Una catena di solidarietà portando nel cuore la sorte di dei ragazzini israeliani rapiti dai terroristi nell’area di Gush Etzion lo scorso giovedì sera. Nata in forma spontanea e animata da Duccio Bedarida e dai Consiglieri dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Silvia Mosseri e Guido Osimo, l’appello si è rapidamente diffuso raccogliendo numerose adesioni all’iniziativa, che si propone di creare una vera e propria staffetta di astensione dal cibo.
I sentimenti dell’Italia ebraica infatti continuano a essere rivolti a Israele, all’angoscia delle tre famiglie e di un’intera società. Poche parole e tanta emozione anche nell’aula magna della scuola della Comunità ebraica di Milano che si è ritrovata in una preghiera per la liberazione di Eyal, Gilad e Naftali. In tanti non hanno voluto mancare alla recitazione dei Salmi. Nel corso della serata niente discorsi, solo raccoglimento, ricordando che “per riscattare un prigioniero si può arrivare a vendere un Sefer Torah, un caso praticamente unico nell’halakhah” ha sottolineato il rabbino capo Alfonso Arbib, prima di recitare i versi in ebraico e una richiesta speciale di ascolto perché i ragazzi possano presto tornare a casa.
(17 giugno 2014)