Bianca Guidetti Serra (1919-2014)

guidetti serraPartigiana, avvocato, parlamentare, soprattutto grande protagonista della storia del ‘900. Bianca Guidetti Serra è scomparsa ieri a Torino all’età di 94 anni.
Nata nel capoluogo piemontese nel 1919, Bianca si impegnò sin da giovanissima nell’antifascismo. “Decisive per orientare la mia vita furono le leggi razziali: mi hanno indignata, mi hanno scossa direi passionalmente, e questa è stata la ragione per cui mi sono schierata da una certa parte, il che ha saldato i rapporti con quel gruppo di amici ebrei che comprendeva mio marito e Primo Levi” raccontò al quotidiano La Stampa intervistata in occasione del suo novantesimo compleanno. Durante la guerra, dopo l’armistizio, entrò a far parte dei “Gruppi di difesa della donna” votati alla liberazione dal nazifascismo e alla rivendicazione dell’emancipazione femminile. Libertà e diritti civili rimasero la sua passione e missione di vita. Nel 1945 sposò Alessio Salmoni. Divenne avvocato penalista, quando le donne iscritte al Foro di Torino si contavano sulle dita di una mano. Fu al fianco dei deboli e dei lavoratori. A partire dagli anni ’80 inizia la sua attività politica, prima in Consiglio comunale e poi in Parlamento, eletta con Democrazia Proletaria.
“In Italia le memorie di uomini politici, giornalisti e scrittori sono divenute una presenza ingombrante. L’autobiografia è un male dei nostri tempi. Si guarda al passato per fuggire da un presente incerto. La fiera delle vanità ha la sua parte nell’autobiografia di Eugenio Scalfari o Rossana Rossanda. Nelle memorie di Bianca la Rossa il narcisismo è dominato invece dalla serenità con cui le persone intelligenti sanno dire ‘mi sono sbagliato’ – scriveva Alberto Cavaglion sul Portale dell’ebraismo italiano Moked.it nel 2009, presentando l’autobiografia di Guidetti Serra “Bianca la Rossa” (a cura di S. Mobiglia Einaudi, 2009) –
Straordinarie le pagine sull’uscita dal PCI nel 1956 o i ricordi processuali sulla banda Cavallero (con inedita interpretazione del terrorismo in Italia, di cui gli storici dovrebbero tenere conto). Una personalità esemplare, che non ama il conformismo. A tanti anni di distanza dalla Resistenza, senza paura di essere considerata una ‘revisionista’, con senso di pietas, la coraggiosa partigiana si interroga sui destini che in giovinezza l’avevano separata dalle compagne di scuola divenute ausiliarie repubblichine”.
“Ho avuto l’onore di conoscerla e di instaurare con lei un rapporto di amicizia durante gli anni in Consiglio Comunale è stata una figura di altissimo rigore morale e intellettuale, uno dei pilastri della Torino della Resistenza e della Costituzione, di quella Torino che non si è voluta piegare di fronte ai poteri forti e alle ingiustizie sul piano politico e sociale” il messaggio del presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino.

(25 giugno 2014)