Qui Firenze – Mercati e Valori
Zingales: “Quella sintonia con Bibi”

zingalesMercato, competitività, meritocrazia, diritti. Ha una visione ben definita l’economista Luigi Zingales, docente alla Booth School of Business dell’Università di Chicago, della sua visione economica del mondo. Si smarca dal legarsi a preconcetti ideologici o politici e propone la sua idea per affrontare le questioni economiche che affliggono Italia, Europa e non solo. “Dobbiamo agire, dobbiamo cambiare la situazione”, l’esortazione di Zingales che racchiude il significato del suo intervento nel corso del seminario Mercati e Valori di Firenze, l’appuntamento economico organizzato dalla redazione del Portale dell’ebraismo italiano moked.it e Pagine ebraiche con la collaborazione della Comunità ebraica fiorentina. È stato infatti Zingales, economista di fama internazionale – inserito nel 2012 da Foreign Policy nella lista dei cento pensatori più influenti del mondo – ad aprire la seconda edizione del seminario: una riflessione sulle criticità e le possibili soluzioni delle attuali problematiche economiche. “Non ci sono ricette facili” ammette Zingales, di cui è uscito recentemente l’ultimo libro, “Europa o no. Sogno da realizzare o incubo da cui uscire” (Rizzoli, 2014), però delle alternative devono necessariamente prese. E chi alla sua voce ha prestato grande attenzione è stato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che di Zingales ha sposato pienamente le teorie economiche. Tanto da lasciare stupito lo stesso economista, trovatosi in “una sintonia perfetta con Netanyahu”.
“A una risposta sulla sua idea di capitalismo – spiega Zingales alla redazione, raccontando l’incontro avuto con Netanyahu, nella doppia intervista organizzata in Israele dal giornalista israeliano Guy Rolnik di Haaretz – il premier mi ha sbalordito. Ha risposto esattamente come avrei risposto io, rappresentando le idee presenti nel mio Manifesto Capitalista. Una rivoluzione liberale contro l’economia corrotta” (Rizzoli 2012) persino meglio di quanto avrei potuto fare io”. Salvare il capitalismo dai capitalisti, era la provocazione di Zingales, presente nel lavoro dell’economista rimasta però sotto silenzio negli Stati Uniti così come in Italia. “Volevo aprire un dibattito”, sottolinea l’economista, rimasto però deluso dal silenzio caduto sul libro sul capitalismo, percepito di fatto come scomodo da entrambi gli schieramenti politici americani, non rappresentando la bandiera di nessuno. In Israele invece ha fatto breccia con Netanyahu, che si è rispecchiato perfettamente nelle idee economiche del professore. “Netanyahu sta portando avanti una battaglia contro quelli che potremmo chiamare i “poteri forti” dello Stato e dell’economia – spiegava Zingales nell’intervista rilasciata a Pagine Ebraiche di giugno – e si trova in difficoltà perché da uomo conservatore, di un partito certo non di sinistra, si trova a combattere alcuni capitalisti e quindi a fronteggiare l’accusa di essere contro il capitalismo. Penso sia dunque naturale che abbia trovato una sintonia in una persona come me, profondo fautore di un sistema di mercato, ma scettico rispetto al potere di alcuni capitalisti al punto da aver scritto un libro che si occupa di “salvare il capitalismo dai capitalisti”.

(25 giugno 2014)