moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

Quel che accade tra Israele e Gaza

Caro Furio Colombo, siamo a oltre 120 morti (ma cresceranno, purtroppo). Sono stati uccisi tre bimbi disabili: il confronto, certo, è improponibile, ma ricorda emotivamente una dittatura che lei ben conosce. Sono tre, come i ragazzi palestinesi (evidente refuso, lo scrivente intendeva dire “israeliani”) assassinati. Non meritano un suo articolo?

Massimo

Pubblico la lettera perché, pur essendo simile a molte altre di protesta anti-israeliana di rimprovero al giornale è più motivata e, almeno in apparenza, più mite. Per prima cosa devo far notare che ho già scritto (e naturalmente continuerò a scrivere) sul Fatto Quotidiano, ciò che penso, che vedo, che temo, di questo conflitto. L’ho fatto, per esempio, il 15 luglio, pag. 11. Ho detto che se la grave colpa della politica internazionale è di essere assente, quella anche più grave dei media è di lasciare questa tragedia senza contesto. Qualcuno ha notato la violenza infinita, le armi chimiche (che hanno dovuto essere distrutte a Gioia Tauro) la deliberata strage di bambini (spesso preceduta da torture gravissime) esibite per creare un adeguato senso di terrore, da parte del dittatore siriano Assad contro la sua gente? Qualcuno ha notato che tutto ciò che accade adesso è stato preceduto dai massacri, in Iraq, tra sunniti, sciiti, salafiti e la proclamazione del Califfato da parte di un leader religioso divenuto condottiero, con il nome di Al Baghdadi, ovvero una indefinita estensione di dominio arabo-islamico, compreso cid che oggi chiamiamo Israele, sotto la bandiera nera di Isis? Non ridete. Anche Osama bin Laden sarebbe stato risibile, con i suoi messaggi da film di serie B, davanti a rocce di cartone, senza le Torri Gemelle. E non ridete dei missili sparati da Gaza che partono a centinaia ogni giorno, non arrivano, non esplodono o non fanno danno. Israele dovrebbe non difendersi sapendo che ogni momento errori e inefficienze potrebbero essere all’improvviso corretti del suo nemico giurato? Lo vediamo tutti che i palestinesi che muoiono nei nostri telegiornali, inclusi, in gran numero, le donne e i bambini, sono mandati a morire da un immenso potere arabo che possiede tutto ma non ha potuto eliminare Israele, e non si dà pace. È vero, non dovrebbero esserci “le colonie” israeliane, grave problema a cominciare dal nome. Esse esistono come risposta estremista al giuramento estremista imposto dai potentati arabi ai palestinesi (che invece vorrebbero vivere in pace in un loro Stato) che dice: “Ogni territorio è comunque occupato e va sgombrato dagli ebrei, comprese Haifa, Tel Aviv e Gerusalemme”. Che questa propaganda funzioni lo dimostra le lettera apparentemente mite (comunque la più mite che ho ricevuto) a cui sto rispondendo: Massimo Fazzari suggerisce che i tre bambini disabili sono stati uccisi deliberatamente, seguendo un’ideologia “che lei ben conosce”. Ovvero il protocollo nazista per l’eliminazione dei disabili. L’offesa è grave (non a me, a Israele) come lo è la cecità selettiva che permette di non vedere il vasto e potente cerchio di assedio arabo da ogni parte, con placche di odio estremo che è ormai fuori da ogni possibile contatto diplomatico. Sanno di poter continuare a mandare a morire sempre più famiglie palestinesi mettendo le vittime a carico di Israele.

Furio Colombo, Il Fatto Quotidiano

(17 luglio 2014)