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DIPLOMAZIA / Qual è la posizione dell’Egitto?

“Se Hamas avesse accettato la proposta egiziana, avrebbe potuto salvare la vita di almeno quaranta palestinesi”. A dichiararlo è stato il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry, proprio nelle ore in cui l’esercito di difesa israeliano iniziava l’operazione di terra a Gaza.
L’Egitto aveva infatti formulato negli scorsi giorni un piano per il cessate il fuoco con l’appoggio della comunità internazionale, inclusa la Lega araba e l’Autorità nazionale palestinese.
Un cessate il fuoco che Hamas ha respinto dopo che Israele aveva già accettato, sospendendo per diverse ore le azioni di Margine protettivo, l’operazione lanciata per porre fine alla pioggia di missili sparati dall’organizzazione terrorista contro lo Stato ebraico (oltre 1500 dallo scorso 8 luglio), salvo poi essere costretta a prendere atto del rifiuto di Hamas, che non ha mai smesso di lanciare i razzi.
Il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi ha ribadito la necessità di un immediato cessate il fuoco incontrando nelle stesse ore il presidente dell’Anp Abu Mazen.
“Hamas ha iniziato una guerra contro Israele per spingere il Cairo a fare concessioni” sottolinea un’analisi proposta dal Times of Israel, che mette in evidenza la lontananza delle autorità egiziane dal gruppo fondamentalista, che chiede anche l’apertura del valico di Rafah che collega Gaza all’Egitto. Che rimane un attore chiave nella regione.

rt