#IsraeleDifendeLaPace – La ricerca di una tregua

KerryNetanyahu
È atterrato all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv il segretario di Stato Usa John Kerry. A poche ore dalla decisione dell’americana Federal Aviation Administration, l’agenzia governativa che regola il traffico aereo statunitense, di sospendere i voli verso Tel Aviv per paura dei razzi provenienti da Gaza, Kerry e il suo jet militare sono sbarcati proprio nell’aeroporto principale d’Israele. La missione del segretario Usa è nota, cercare di far firmare a Israele e Hamas una tregua dal conflitto che si protrae ormai da più di due settimane. Come ha ricordato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, incontrando il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, una proposta di cessate il fuoco era già sul tavolo e Israele per parte sua l’aveva accettata. Al sì israeliano era invece seguito il rifiuto di Hamas, con le autorità egiziane – firmatarie della proposta di tregua – infuriate con i vertici del movimento terroristico che controlla la Striscia. Ora sarà Kerry a provare a trovare un accordo con Netanyahu. “Abbiamo sicuramente fatto dei passi avanti per arrivare a una tregua”, aveva dichiarato in queste ore Kerry aggiungendo però che “c’è ancora lavoro da fare”. Israele intanto guarda con molta preoccupazione la citata decisione delle autorità americane di sospendere i voli per Tel Aviv, dopo che ieri mattina un razzo è caduto a un chilometro di distanza dall’aeroporto Ben Gurion. Molte compagnie aree internazionali hanno seguito l’esempio americano, decisione fortemente contestata dal ministro dei Trasporti israeliano Israel Katz. “Non c’è nessuna ragione per queste cancellazioni”, ha affermato Katz. Lo stesso ministro ha poi dichiarato che l’aeroporto di Ovda, 60 chilometri a Nord di Eilat e oltre 150 chilometri dalla Striscia di Gaza, è stato aperto ad altre tratte oltre a quelle normalmente previste.
Mentre la diplomazia è al lavoro a Gaza continuano gli scontri, con razzi sparati dalla Striscia contro il sud e il centro di Israele e Tzahal impegnato nell’operazione Protective Edgee, iniziata sedici giorni fa. Secondo fonti di Haaretz teatro degli scontri odierni è stato il villaggio di Hazaa, nel sud della Striscia. Sarebbe grave il bilancio di morti e feriti a conseguenza dei combattimenti. Sempre a Gaza, ieri, il primo luogotenente Natan Cohen, 23 anni, e il capitano Dmitri Levitas, 26 anni, sono caduti vittima di un cecchino. La notizia della loro uccisione è stata diramata questa mattina all’alba dall’esercito israeliano. Sono 29 ad oggi le perdite tra le fila di Tzahal.
Questo pomeriggio un civile, un lavoratore tailandese ha perso la vita in seguito ai colpi di mortaio esplosi dalla Striscia di Gaza. Al di la del confine, invece, secondo le autorità palestinesi, il numero dei morti dall’inizio del conflitto avrebbe superato il numero di 620.

Daniel Reichel

(23 luglio 2014)