Hamas e i razzi sparati tra le case
“Quella tenda ieri non c’era”, afferma il corrispondente della televisione indiana Ndtv Sreenivasan Jain. La sua troupe sta riprendo dalla finestra del proprio hotel un gruppo di uomini che armeggiano dentro una tenda posizionata nel cuore di un quartiere densamente popolato di Gaza. “È corretto ipotizzare che si tratti di una postazione di lancio di missili di Hamas”, afferma il giornalista nel video girato il 4 agosto. La mattina dopo, proprio da quel lembo di terra, accerchiato da hotel, da case abitate da decine e decine di famiglie, un razzo viene esploso contro Israele, mettendo in pericolo i civili israeliani quanto quelli palestinesi. Le immagini della tv indiana, così come quelle registrate dal canale France 24, stanno facendo il giro del mondo. Sono la dimostrazione di come Hamas, nel suo disegno cinico, sfrutti le zone altamente popolate per lanciare missili contro Israele. Si fa scudo dei palestinesi, ne mette in pericolo la vita invece che garantirne l’incolumità. Invece che evitare abitazioni, alberghi o edifici dell’Onu (nel video della televisione francese che mostra la postazione di lancio, si vede altrettanto chiaramente una struttura su cui sventola la bandiera blu dell’Onu), il movimento terroristico che controlla Gaza posiziona i suoi razzi proprio in prossimità di queste aree. Si nasconde dietro a tende, come spiega il giornalista Jain, a cui viene impedito di avvicinarsi alla zona di lancio perché c’è il rischio che l’aviazione israeliana la colpisca. Perché le zone da cui partono le minacce a Israele sono inevitabilmente bersaglio di Tzahal. Questo però non interessa a Hamas, che – come spiegava su queste pagine il demografo Sergio Della Pergola – usa i civili come scudi umani e sfrutta in modo sprezzante il conto delle vittime per fare propaganda.
d.r
(6 agosto 2014)
(6 agosto 2014)