La solitudine di Israele
Sono tornata da pochi giorni da Tel Aviv e ancora per strada quando sento la sirena mi viene un tonfo al cuore e in pochi attimi mi sembra di ritornare con la mente in Eretz Israel dove ho vissuto per dodici giorni l’esperienza di un Paese in guerra, soltanto nel periodo che sono stata a Tel Aviv le brigate di Hamas hanno tirato 1665 missili su Israele, di cui la maggior parte al Nord, raggiungendo spesso la mia zona a Ramat Ha Sharon dove ero ospite dei miei cari amici Grazia e Jojo Mimun, che vivono dal 1967 in Israele.
Sono partita che c’era già la guerra, soprattutto concentrata al Sud del paese, dove Hamas tira in continuazione da moltissimi anni su Sderot e Ashdod i suoi missili. Alla fine la mia tenacia sionista, una bisnonna di origine ebraica e la scelta di seguire fin da giovane la filosofia religiosa ebraica, oltre ai miei studi in Archeologia Medio Orientale all’Università di Torino, hanno fatto si che il mio antico Karma si risvegliasse con una radice profonda alla terra di Canaan. Dunque sono partita.
Essendo gallerista di Art Design dal 1981, collaboro da molti anni con importanti designer israeliani e con alcuni artisti, pertanto non era la prima volta che andavo in Israele. Ma questa volta appena atterrata ho capito che l’atmosfera era diversa, soprattutto all’aeroporto Ben Gurion, semi deserto senza quell’atmosfera vitale e di transito dei turisti estivi. Non appena ho visto i miei cari amici che mi sono venuti a prendere ho sentito subito nella loro voce, nei commenti, nella loro partecipazione che ero entrata in un Paese in guerra, esperienza che non avevo mai provato prima. Allora, come capita spesso all’uomo, ci si adatta e si cambia identità, e anch’io, dalla mattina del mio arrivo, ho cambiato la mia visione e sono diventata nel cuore una combattente per la Pace come loro.
Non ho abbandonato nessuno dei miei programmi, ho deciso che bisognava vivere la vita di tutti i giorni, e supportata dalla tenacia di Grazia e Jojo, non abbiamo rinunciato a nulla, neppure nei giorni più critici. Uscivamo ed entravamo dai rifugi tra le sirene e le corse, con un minuto e mezzo a disposizione per trovare riparo. L’impatto della prima sirena è stato immediato, subito la prima sera che sono arrivata. Eravamo a cena nella bella Marina di Herzliya Pituach e non ho fatto in tempo a sedermi al ristorante che già suonava la sirena. Attonita e incredula, ho seguito il flusso dei commensali del ristorante e ci siamo infilati nel rifugio adiacente. Era la prima volta che entravo in un bunker. Non ho mai avuto paura, neanche per un momento, la forza delle persone mi trasmetteva una forza interiore e la giusta motivazione, per stare lì, tutti insieme a combattere con la nostra presenza per la difesa di esistere come democrazia.
Nei giorni seguenti, entrando e uscendo dai rifugi, con tranquille e piacevoli giornate che di colpo si trasformavano a causa del suono della sirena, ho incominciato a sentire la Solitudine di Israele, mi sono detta “non è possibile che ancora oggi, all’alba del terzo millennio, un popolo debba combattere per il Diritto di Esistere”, non solo per il valore del rispetto umano ma come identità nazionale. Uno scenario completamente surreale, dove l’unico paese, Eretz Israel, che ha costruito una democrazia nel Medio Oriente, ora è colpevolizzato per questo, da altri Paesi confinanti, ombre di una tradizione islamica integralista mai progredita verso una islamizzazione moderna.
Sul conflitto in questi giorni si sono sentite dire sempre le stesse cose, dalla sproporzione delle azioni di Israele nei confronti di Gaza City e della Striscia; alla ferocia di Hamas, che utilizza il popolo palestinese come difesa mediatica, facendolo morire senza pietà, per poi far passare agli occhi del mondo Israele come colpevole, nella sua azione di smantellamento dei tunnel; all’assenza decisionale dell’Europa ecc. . Sicuramente osservazioni valide e tutte condivisibili ma, secondo me, c’è dell’altro ovvero valutare il perché delle radici dell’odio anti-giudaico e, in alcune aree, dell’odio contro i cristiani.
Bisogna ritornare indietro di alcuni secoli, al Medio Oriente del XVIII secolo a.e.v e considerare il panorama della zona quando il popolo ebraico, antico popolo semi-nomadico dei Khapiru proveniente dalla Sumeria del Sud e discendente da Avraham di Ur, si stabilì nella terra di Canaan tra la costa orientale e il fiume Giordano. Siamo nel periodo post-ramsetico egiziano e l’esodo dal delta del Nilo, dall’altopiano di Goscen nell’alto Egitto ad opera di Mosè sarà un evento che segnerà la formazione di Israele come nazione politica in Canaan nel 1400. La lettura importante è nel contesto della nascita di una religione che corrisponderà ad un territorio nuovo e cioè lo stanziamento di un Popolo in una terra sacra in cui sarà costruita la prima democrazia del Medio Oriente. Bisogna considerare che a quell’epoca la terra di Canaan era attraversata da scorribande costanti di tribù nomadiche come i Filistei, gli Shardana, i Peleseth e molte altre, oltre all’interesse delle grandi nazioni come l’ Egitto e gli Ittiti dell’attuale Turchia per la sua posizione strategica nella loro politica estera. Dunque gli Ebrei fonderanno una prima filosofia religiosa di Unicità divina in un panorama all’epoca di popolazioni che adoravano le divinità deistiche pagane e di teriomorfiche, questo cambiamento unico del Medio Oriente ha dato inizio già da subito alla lotta contro il popolo ebraico, come portatore di una religione basata sull’etica mistica dell’uomo all’interno di idolatrie tribali. Qui sta il punto di partenza di una divergenza che nei secoli a venire non ha più trovato un suo equilibrio, in quanto la diaspora ebraica sarà già da subito uno dei tempi fondamentali della sopravvivenza della difesa della mistica ebraica, intesa come essenza divina dell’uomo.
L’essenza divina dell’uomo ha creato , già prima dei Greci , il Fondamento della nascita di una azione Stato basato sui diritti dell’uomo e sulla mistica ebraica. Questo punto è fondamentale per capire le posteriori divergenze e spaccature che si formeranno in opposizione da parte delle culture nomadiche mediorientali e poi a seguire islamiche.
La mancanza di una radice comune nel Medio Oriente del rapporto sul significato di gestione sociale tra Religione e Stato ha creato degli obbiettivi divergenti che sussistono ancora oggi: da una parte la democrazia dell’antica Israele come valore di base necessaria affinché si possa porre la convivenza tra le diverse culture e dall’altra l’intolleranza dell’integralismo islamico verso l’unicità del rapporto tra la conquista territoriale e la religione di Stato.
Questa bivalenza tra l’astrazione metafisica del significato di Democrazia fondato nel Medio Oriente da Israele e l’integralismo del rapporto tra conquista territoriale e religione ha dato il via nella storia a due percorsi diversi, non a caso il gruppo fondamentalista dell’ISIS vuole ritornare alle città stato del Califfato e gli estremisti non condividono e tollereranno che ci sia uno Stato che rappresenti in Medio Oriente il tema democrazia. Dunque è compito di tutti i paesi democratici del mondo affrontare questo tema che sarà la base dell’escalation delle future guerre in Medio Oriente, dove si stanno attualmente combattendo in un panorama incendiario dall’Iraq all’Egitto tra Musulmani integralisti e Musulmani più moderati con l’obbiettivo di cancellare “Israele”; ma Israele oggi rappresenta tutti noi che abbiamo raggiunto un equilibrio sociale, in Europa dopo una terribile seconda guerra mondiale, che avrebbe dovuto farci capire che non si può combattere solo per quello che si vede, ma per il Valore della radice dell’Uomo nella sua bellezza cosmica ed energetica.
L’Europa è attualmente assente da questo impegno ha paura, si ritrae non si vuole immischiare in una guerra che secondo lei non gli appartiene, perché difende la sua paura di essere coinvolta in primo piano , quindi è ambigua e non prende posizione, così pure l’America ha paura di esporsi nel combattere il ramo storto dell’umanità , ma nessuno di loro ha capito che Israele sta combattendo da sola per la difesa di tutte le Democrazie . L’Antisemitismo europeo ne è la conferma che invece di avere creato una base di forza etica sociale, l’Europa ha creato la paura materiale e la limitatezza percettiva sociale , indicando così indirettamente un capo espiatorio “ Israele” ed alimentando le manifestazioni integraliste islamiche nel cuore dell’Europa!
Ora la situazione è molto grave e si sono messi in campo altri valori che sono il fondamento dell’Uomo basati sulla Fisica Quantistica Mistica : noi siamo pura energia cosmica tra le energie positive e negative, ogni giorno bisogna combattere l’energia negativa e dare la pulsività energetica al tutt’uno che sta in un punto unico : la positività della coscienza umana. Se Israele sarà lasciata sola in questo compito ci aspetterà un futuro molto duro, e l’Europa che accetta soldi ed investimenti dai finanziatori di Hamas , come ad esempio l’Emiro del Qatar che si compra a Milano beni di lusso e palazzi , o investitori islamici che scorrazzano su giù per l’Europa offrendoci denaro per sanare debiti europei, non risolveremo nulla ma apriremo sempre di più le porte alla morte dei sentimenti e dei valori.
È per questo che sono partita per Israele, per difendere i valori etici insieme ad un popolo che ha questa radice come fondamento di vita.
Paola Colombari, gallerista d’arte
(15 agosto 2014)