Giustificare il terrorismo, sdegno sul M5s

rassegnaGiustificazioni al terrorismo e apertura al dialogo con i sanguinari miliziani dello Stato Islamico. Il post di Alessandro Di Battista, vicepresidente della Commissione Esteri della Camera nonché deputato del Movimento 5 Stelle, scatena le polemiche e viene portato all’attenzione da tutti i quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Repubblica, Sole 24 ore, La Stampa). In uno dei passaggi più controversi del testo, pubblicato sul blog di Beppe Grillo e dal sapore cospirazionista, si legge “Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato io ho una sola strada per difendermi, a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana” e che bisogna “smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano”. E così anche le violenze dell’Isis in Iraq sono comprensibili, secondo Battista che articola in questo modo il suo schierarsi contro il supporto militare ai perseguitati iracheni. La distorsione della realtà tocca anche la situazione nella Striscia di Gaza, dove il terrorismo di Hamas viene definito lotta armata e Gaza viene paragonata a un lager. Unanime, con alcuni a dissociarsi anche all’interno del Movimento 5 Stelle, lo sdegno per le gravi affermazioni di Di Battista. Sul Messaggero un campionario delle gaffe del movimento guidato da Grillo.

Altrettanto scalpore ha provocato la decisione di un Giusto tra le nazioni – l’olandese Henk Zanoli – di restituire l’onorificenza dopo aver perso alcuni famigliari nel conflitto nella Striscia di Gaza. A dedicarvi ampio spazio, Gad Lerner su Repubblica. “Conservare l’onorificenza concessami dallo Stato d’Israele in queste circostanze – ha scritto Zanoli all’ambasciatore di Israele in Olanda – sarebbe un insulto alla memoria della mia coraggiosa madre così come un insulto alle ultime quattro generazioni della mia famiglia”. Zanoli – che perse il padre a Mathausen – aveva ricevuto la prestigiosa onorificenza per aver salvato un bambino ebreo durante la guerra. Lerner analizza la scelta del 91enne Zanoli, presa dopo la morte, il 20 luglio scorso, a Gaza di cinque parenti del marito di una sua nipote.

“Anche se oggi siamo nemici, resteremo sempre vicini di casa, dobbiamo vivere insieme. Quello che è bene per il vicino, è bene pure per me”. Davide Frattini sul Corriere riporta le parole dello scrittore israeliano David Grossman, tra i protagonisti ieri a Tel Aviv della manifestazione per la pace organizzata dalla sinistra israeliana. Diecimila persone, sostengono gli organizzatori, hanno partecipato alla manifestazione mentre la diplomazia continuava a lavorare per una possibile tregua tra Israele e Gaza. “I leader di Hamas – scrive Frattini – hanno per ora respinto la proposta egiziana e minacciano di riprendere gli attacchi allo scadere della tregua, domani a mezzanotte. Grossman e chi lo applaude chiedono al premier Benjamin Netanyahu un vero negoziato per la pace con il presidente Abu Mazen”.

“Una foto di Simone tra due corone di fiori e un fazzolettone scout. È questa l’immagine con cui i media israeliani salutano la grande professionalità di Simone Camini, videoreporter di 35 anni, morto il 13 agosto scorso, nel nord della Striscia di Gaza. E il Times of Israel ad aprire con una foto dei funerali del videoreporter che lavorava per l’Associated press. Anche Haaretz e il Jerusalem post hanno dedicato molto spazio al ricordo di Simone, riportando dettagliate corrispondenze da Pitigliano, in provincia di Grosseto, dove si sono tenuti i funerali sabato scorso” (Avvenire).

Sulla questione irachena, oltre alle riportate polemiche, i quotidiani si soffermano sul supporto, prima umanitario ora anche militare, che l’Europa e l’Italia fornirà a coloro che lottano contro i jihadisti del Califfato. “L’idea del governo – spiega il viceministro agli Esteri Lapo Pistelli in un’intervista a Repubblica – è di aiutare il diritto di autodifesa curda. L’Europa ha convenuto che è inaccettabile permettere al progetto di Califfato dell’Is di consolidarsi. Per questo il 20 agosto prospetteremo al Parlamento un pacchetto completo di iniziative”.

Daniel Reichel

(17 agosto 2014)