Qui Mantova – Festivaletteratura
Il grande incontro con la cultura

Brendel MantovaLa città man mano si riempie, e lo spirito del Festivaletteratura compare a ogni angolo, ogni vetrina espone qualcosa collegato al festival, le mappe, i libri, e i programmi danno capolino ovunque, e capita di vedere un grande classico sbucare fra i barattoli di mostarda, e un’intera serie di gialli accompagna jeans e maglioni. Ovunque passeggiano lettori, autori, e le immancabili magliette blu, le centinaia di ragazzi grazie ai quali il festival riesce ad essere l’incredibile macchina organizzativa che macina presentazioni, incontri, laboratori a un ritmo tale che spesso ci si trova a dover scegliere fra più cose interessanti che accadono contemporaneamente. Nella seconda giornata purtroppo, è saltato l’incontro con lo storico e saggista inglese Simon Shama che avrebbe dovuto presentare il suo ultimo libro, The Story of the Jews che racconta la storia degli ebrei dalle origini fino alla fine del XV secolo, spaziando dalla Spagna al Medio Oriente fino all’America. Figlio di immigrati ebrei provenienti da Lituania e Turchia, ha pubblicato numerose opere sulla storia e sull’arte, e alterna l’insegnamento e la scrittura di grandi saggi alle conduzioni televisive, e anche The Story of the Jews è uscito in contemporanea con l’omonima serie televisiva, sempre per la BBC. E a dimostrazione che anche nel secondo giorno del festival si può parlare di letteratura, libri e lettori anche da punti di vista particolari, Andrès Neumann, curatore e produttore di eventi artistici e culturali che da anni si divide fra Roma e Montevideo, ha raccontato in un dialogo con il giornalista Luciano Minerva la sua straordinaria carriera, tra ricordi, documenti provenienti dal suo archivio e gli incontri con i grandi artisti che gli hanno affidato la produzione e la distribuzione dei propri spettacoli: da Peter Brook a Pina Bausch, da Ingmar Bergman a Andrej Wajda, senza scordare Bob Wilson Pina Bausch, Peter Stein e Tadeusz Kantor.
Al Teatro Bibiena, un vero gioiello che per l’occasione si è riempito fino all’ultimo boccascena, Alfred Brendel, uno dei più grandi pianisti al mondo ha parlato del suo ultimo “Abbecedario di un pianista”, che ha scritto prima di tutto per chiarire alcune cose a sé stesso. Disponibile, acuto, pronto al dialogo e con la battuta pronta, ha risposto alle domande di Giovanni Bietti in un’ora di riflessioni e ragionamenti che spesso sono aforismi da non dimenticare. “Non credo che la vita di un musicista si rispecchi nelle sue opere”, ha spiegato. “Il pianoforte è un contenitore per qualsiasi cosa. Può diventare voce, strumento, orchestra, arcobaleno” e la musica, per Brendel, “ha, e deve avere un lato umoristico. Sempre”. In chiusura non si risparmia una stoccata contro il senso comune: “Si dice che il suonare più liberamente possibile sia un segno di maturità e di qualità. Non è vero”.
Eric-Emmanuel Schmitt, autore di volumi celebri in tutto il mondo – Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano è forse il più noto – è scrittore ma anche drammaturgo, e a ogni nuovo libro riesce a regalare storie originali, occasioni di incontro che lasciano trasparire evidente il segno di una riflessione quasi filosofica. Con lui ci si interroga su libertà, felicità, destino e amore. La giornata si chiude con un altro appuntamento apparentemente poco letterario: al conservatorio era in scena Per Gerusalemme, nel tempo perduto degli uomini, un reading teatrale che racconta la città forse più famosa del mondo, attraverso le esperienze e i ricordi di Paola Caridi, giornalista e storica che ha vissuto lunghi anni in Medio Oriente, prima al Cairo e poi a Gerusalemme. La protagonista della pièce è Nura, proprietaria di uno dei caffè più noti di Gerusalemme a cavallo tra Ottocento e Novecento: attraverso racconti, memorie, oggetti, e soprattutto attraverso tutti coloro che sono passati dal suo locale Gerusalemme riesce ancora una volta a sorprendere e la produzione un volto sconosciuto ai più. A volte dolente, a volte crudele, ma sempre sorprendente e bellissimo.

Ada Treves twitter @atrevesmoked

(5 settembre 2014)