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Qui Verona – Ricordare il coraggio di Rita

verona celebrazioni settembreInsieme al precedente presidente della Comunità ebraica veronese, Carlo Rimini e al consigliere Roberto israel domenica mattina siamo saliti sul monte Comun a pochi chilometri da Verona. Era domenica mattina anche quel 17 settembre del 1944 quando Rita Rosani nata Rosenzweig, giovane ebrea triestina della brigata Aquila, fu ferita e catturata insieme ad altri quattro partigiani. Poche ore dopo trovava la morte per mano di un sottotenente repubblichino.
Medaglia d’oro al valore militare, Rita è ricordata sulla facciata della nostra sinagoga con un passo della Bibbia: “molte donne si sono comportate valorosamente ma tu le superi tutte”. La città di Verona ha intitolato due scuole a Rita Rosani e ieri a ricordarla qui, sul monte dove ha vissuto le ultime ore della sua giovane vita, sono venuti in molti. Sindaci dei paesi vicini, il rappresentante della provincia, dell’Anpi, gli alpini e istituzioni civili e militari. Rav Ariel Finzi ha recitato un izchor e come ogni anno, abbiamo depositato la corona di fiori della comunità ebraica sul cippo che la ricorda.
Durante shabbat si sono svolte le funzioni con la collaborazione di Rav Finzi che, in attesa dell’arrivo di un nuovo Rabbino, curerà i servizi religiosi a Verona nelle prossime settimane. Grazie anche alla presenza di un turista israeliano è stato possibile aprire l’Aron e leggere il Sefer Torà.
Ieri poi, in continuità con gli eventi della giornata europea della cultura ebraica di domenica scorsa, abbiamo aperto nuovamente la sinagoga e il piccolo museo affinché i veronesi potessero visitarli. E lo hanno fatto in molti. Un gruppo di volontari formato da una decina di iscritti e di amici hanno accompagnato i visitatori, rispondendo alle tante domande sulla religione ebraica, sulla storia della Comunità, sulla Shoah e sullo Stato di Israele.
Nel pomeriggio alle 16.30 la sinagoga si è riempita di pubblico che ha ascoltato, partecipato con applausi ritmati ed apprezzato il bellissimo concerto di Enrico Fink, Marcella Carboni e Gabriele Coen che ha avuto anche il patrocinio della Fondazione per i beni culturali ebraici in Italia onlus.
Enrico Fink con il suo trio è stato bravissimo e generoso. Moltissimi i brani suonati che hanno accompagnato un pubblico attento ed interessato in un viaggio musicale nella musica tradizionale ebraica eseguita con arrangiamenti jazzistici e moderni. Molti i bis nelle quasi due ore di musica e di spettacolo.
Abbiamo avuto molti riscontri positivi e la richiesta di organizzare presto altri eventi, conferenze e mostre che permettano nuovi incontri tra la nostra piccola comunità e la città di Verona.
Questa sera e per altri due lunedì continua la rassegna di film israeliani curata in collaborazione con l’associazione veronese Italia Israele.
Ed ora ci prepariamo a celebrare Rosh Ha Shanà con iscritti e parenti veronesi, israeliani, argentini, americani, rumeni e indiani e speriamo anche qualche turista che a Verona non manca mai. Nel Beth ha kenneset si prega in ebraico e si bisbiglia in tante lingue diverse in un pluralismo di voci e tradizioni che aiuta a superare incomprensioni e divisioni e speriamo sia di buon auspicio per il futuro della nostra Comunità e di tutto l ebraismo.

Bruno Carmi, presidente della Comunità di Verona

(22 settembre 2014)