Netanyahu-Abu Mazen, si infiamma lo scontro
Torna ad infiammarsi lo scontro tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il leader palestinese Abu Mazen. Ieri Netanyahu ha annunciato l’intenzione di costruire mille nuove case a Gerusalemme Est con queste parole: “Israele ha diritto a costruire nella sua capitale come la Gran Bretagna lo ha a Londra e la Francia a Parigi”. Dopo questo annuncio Abu Mazen ha deciso di rivolgersi ad Obama perché, scrive Maurizio Molinari (La Stampa), “vede nell’insediamento di famiglie ebraiche nel quartiere arabo di Silwan, nell’accesso di fedeli ebrei alla Spianata delle Moschee e nello schieramento di mille agenti di polizia nei quartieri arabi i contorni di un unico piano per ‘ebraicizzare la città che sarà nostra capitale’”.
Nei governi occidentali viene intanto salutata con favore la vittoria elettorale, in Tunisia, delle forze che maggiormente si richiamano ai valori laici a scapito del partito islamico Ennahda salito al potere nel 2011. Scrive Francesco Battistini (Corriere della sera): “Mancano i dati ufficiali, ma gli exit poll avevano fatto capire già domenica sera la grande sorpresa: troppo grande la distanza, troppo forte la delusione, i fratellini musulmani d’Ennahda calano sotto il 30 per cento, perdendo un quarto dei voti e il credito che la prima delle rivoluzioni arabe aveva loro concesso”.
“Quei mille nazisti arruolati per contrastare i sovietici”, titola il Corriere nell’annunciare l’inquietante collaborazione tra Cia ed ex criminali di guerra nazisti raccontata dal New York Times. Ad essere reclutati anche i responsabili di alcuni crimini efferati contro gli ebrei come Aleksandras Lileikis, un capo della Gestapo responsabile del massacro di 60 mila ebrei lituani. Scrive Massimo Gaggi: “Con la desecretazione di molti documenti ormai vecchi di più di 50 anni, il New York Times è riuscito a ricostruire quasi per intero il ricorso dell’intelligence a un esercito di personaggi che avevano combattuto per il Terzo Reich. Una contabilità impressionante: nel dopoguerra l’America reclutò quasi mille nazisti, utilizzandoli nella battaglia contro il comunismo e contro l’Urss. Un confronto che allora l’America temeva di perdere”.
In concomitanza con il 92esimo anniversario della Marcia su Roma che portò Mussolini al potere estrema destra e nostalgici continuano, impunemente, a persistere nell’apologia di fascismo. Tra le varie iniziative di queste ore la richiesta di intitolazione di una piazza in suo onore a Monselice (Padova) da parte dell’assessore ai lavori pubblici e una messa che si svolgerà oggi a Roma, in piazza Venezia, per ricordare Mussolini e i repubblichini caduti in guerra. “La scelta della data non è casuale e questo dimostra che l’Italia non ha fatto i conti con la storia del fascismo, soprattutto dal ’38 in poi, quando vennero emanate le leggi razziali e razziste”, afferma l’assessore alle relazioni esterne della Comunità ebraica di Roma Ruben Della Rocca (Maurizio Gallo, Il Tempo).
In risposta ad alcuni concetti enunciati da Zygmunt Bauman sul magistero e sul senso del dialogo per Bergoglio, Eugenio Scalfari si avventura oggi in nuove elucubrazioni teologiche. Relativamente alla rappresentazione nei tre monoteismi, tra l’altro, si legge: “Dio non ha voce così come non ha nome e non ha figura immaginabile. II Figlio ce l’ha e forse proprio per questo i cristiani lo inventarono così come le altre religioni monoteistiche inventarono le loro figure rappresentabili e immaginabili, a cominciare da quella di Mosè e a chiudere con quella di Maometto e dei suoi successori”.
Su Avvenire, infine, si pubblica uno stralcio dall’introduzione che Andrea Riccardi ha scritto per il libro ‘Il senso della vita. Dialoghi con Abraham Skorka e Marcelo Figueroa’ (ed. Mondadori) dedicato da papa Bergoglio alle riflessioni sviluppate insieme al rabbino Abraham Skorka e al pastore Marcelo Figueroa. Sottolinea Riccardi: “Non è un testo banale o d’occasione, ma un dialogo che dura nel tempo, interrotto dall’elezione dell’arcivescovo di Buenos Aires come successore di Benedetto XVI”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(28 ottobre 2014)