Pagine Ebraiche novembre 2014 – Nel nome di Vittorio Dan Segre
“Ricordatemi vivo, se siete capaci”, queste le parole di apertura del numero di Pagine Ebraiche di novembre dedicato a Vittorio Dan Segre, giornalista, diplomatico, accademico, combattente, scomparso lo scorso 27 settembre. Quattro pagine dense di contenuto ed arricchite dai contributi del rav Roberto Della Rocca, direttore del dipartimento Educazione e Cultura delle Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, del demografo Sergio Della Pergola dell’Università di Gerusalemme e dello scrittore Alberto Cavaglion che racconta un inedito episodio con un co-protagonista d’eccezione: Eugenio Montale. Lo storico Claudio Vercelli offre poi un’ampia recensione del nuovo libro di Segre “Storia di un ebreo che volle esser eroe” (ed Bollati Boringhieri), nella quale scrive: “Di lui sapevamo già molto, ma non troppo e mai a sufficienza. Se ne è andato in punta di piedi, in accordo con uno stile, il suo, che gli era anche e soprattutto sostanza morale, in pieno contrappasso ad una vita trascorsa invece a tamburo battente, attraversando le temperie del Novecento”. Vittorio Dan Segre è stato anche uno degli interlocutori più importanti di Pagine Ebraiche, come ricorda il direttore Guido Vitale in una densa testimonianza: “La corsa verso Malpensa prima del sorgere del sole dopo una nottata al lavoro, solo per poter rivedere assieme le prime bozze del numero zero del giornale dell’ebraismo italiano. Maneggiare in mezzo agli altri passeggeri sbalorditi quei grandi fogli lungo il lento incedere della fila in attesa del controllo di sicurezza riservato a chi vuole salire a Gerusalemme”. “Storia di un ebreo che volle essere eroe” ci lascia l’ultimo “atto di allegra confessione” di uno degli eroi dell’ebraismo italiano.
La vicenda complessa che ha coinvolto negli ultimi mesi la sede del futuro Museo della Shoah di Roma viene affrontata a pagina tre, in un articolo che ricostruisce le diverse tappe e presenta l’immagine inedita dell’area in cui sorgerà la struttura. Facendo poi un salto nell’area delle Opinioni, a tornare sulla questione, uno dei protagonisti: l’architetto Luca Zevi che fa luce sul significato e le ragioni del progetto del museo. L’intervista del mese è dedicata a David B., tra i fumettisti francesi più influenti del momento, che racconta al direttore di Pagine Ebraiche i sei volumi della sua opera il Grande male e ci fa sbirciare nelle pieghe della sua vita: dal rapporto con la madre alla decisione di trasferirsi oltre le Alpi, a Bologna. È proprio David B che conduce verso il dossier del mese dedicato al fumetto in occasione di Lucca Comics che ha riunito anche quest’anno più di 400mila persone. Nella sezione Eretz, novità interessanti da Israele: da un commento di Anna Momigliano sull’affair ‘Berlino è meno cara di Tel Aviv, trasferiamoci!’, all’intervista con Akiva Klitsner, psicologo della Tzahal che affronta l’argomento Iron Dome da una prospettiva diversa; il fattore umano. Ma non solo; il voto inglese che riconosce lo Stato palestinese cambierà gli equilibri mondiali? Come viene vissuto il pericolo Ebola?
Si passa poi alle due pagine di economia: dall’appuntamento consueto con l’economista Aviram Levy che questo mese analizza la Turchia come partner commerciale di Israele, alle nuove sfide della Commissione servizi sociali dell’UCEI, mentre Anna Mazzoni si interroga riguardo al ruolo dell’Iran sullo scacchiere mondiale. A pagina 14 rav Alberto Somekh spiega la predilezione della Torah per la montagna a discapito del mare. Il ruolo del medico e la storia di chonì vengono rispettivamente riportate dal sofer Amedeo Spagnoletto e il rav Gianfranco Di Segni. I nostri opinionisti anche in questo numero affrontano i temi più caldi: da Sergio Della Pergola che tratta la questione del carovita israeliano con punti di vista inesplorati, alla recensione di David Bidussa di “Sul Sacrificio”, il libro di Moshe Halbertal edito da Giuntina. Antonella Castelnuovo ritorna poi sulla figura dello scrittore Sayed Kashua al quale indirizza una lettera aperta dopo il recente scambio con Etgar Keret sul Corriere della Sera. Gadi Luzzatto Voghera ci fa poi fare un salto oltreoceano con una frizzante descrizione di alcuni rabbini americani.
Le pagine culturali di questo mese spirano vento internazionale: la Fiera del libro di Francoforte nella quale è stato premiato Jaron Lanier, uno dei più influenti specialisti e combattenti della demenza digitale, per essersi contraddistinto nel campo della pace e del progresso e il libro “Forse Esther” di Katja Petroskaja edito da Adelphi, che è riuscita a battere sul tempo le grandi case editrice straniere. Un approfondimento poi su Snip/it, la sorprendente mostra del Museo Ebraico di Berlino dedicata alla circoncisione e la riflessione di Anna Foa sul Giardino dei Giusti inaugurato a Varsavia.
“Rita Rosani era una rosa, una rosa spezzata prematuramente”; a pagina 32 si ricostruisce la storia della partigiana, medaglia d’oro al valore militare che rivive nelle pagine del nuovo libro di Livio Sirovich, “Non era una donna, era un bandito” (ed. Cierre). La photo editor Susanna Scafuri ci fa scoprire Roman Vishniac, il fotografo preferito di Albert Einstein. Il viaggio tra le pagine del numero di novembre finisce con una sorpresa per intenditori, l’intervista al campione di calcio Abel Balbo che parla di sport e religione e con un sapore tutto nuovo: il sale etico made in Israel.
Rachel Silvera twitter @rsilveramoked
(6 novembre 2014)