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Israele – Il presidente Reuven Rivlin
contro la proposta del governo

netanyahu rivlin“Qual è l’obiettivo di questa legge?”. Il tono del presidente di Israele Reuven Rivlin è polemico. Parla dal palco della Conferenza dell’avvocatura generale che si tiene ad Eilat. Parla a un pubblico di giuristi ma le sue parole sono indirizzate a Gerusalemme. A Rivlin, la più alta carica dello Stato, il disegno di legge varato dal governo domenica scorsa non piace affatto. E anche lui scende ufficialmente in campo contro il disegno di legge che vuole ribadire che Israele ”è lo Stato nazionale del popolo ebraico”. Per Rivlin questa proposta non solo è superflua ma appare controproducente. E lo ha fatto sapere al primo ministro Benjamin Netanyahu ieri sera, in un discorso pubblico. Ora il capo di governo dovrà fare i conti non solo con una parte del suo esecutivo (i ministri Yair Lapid e Tzipi Livni sono fortemente contrari alla legge che la prossima settimana dovrebbe essere votata alla Knesset) ma anche con il presidente di Israele, uomo a lungo colonna portante del Likud e pertanto ascrivibile alla stessa ala politica di Netanyahu. Secondo Rivlin, la proposta di legge – che riconosce il carattere ebraico di Israele, dichiara la legge ebraica come fonte di ispirazione del legislatore, e non prevede l’arabo tra le lingue ufficiali del paese – non rafforza la natura ebraica dello Stato ma “incoraggia a vedere delle contraddizioni tra carattere ebraico e la democraticità dello Stato”. Secondo il presidente infatti il disegno così proposto “ha un approccio gerarchico tale da porre ‘l’ebraicità’ prima della democrazia e cancella il pregnante significato della Dichiarazione di Indipendenza, che combina i due elementi insieme, senza separarli”. “La Dichiarazione – ha affermato Rivlin – non solo sancisce la completa uguaglianza dei diritti sociali di tutti i cittadini, ma anche di quelli religiosi, educativi e culturali. I padri fondatori dello Stato di Israele immaginavano uno Stato che combinasse la natura ebraica a quella democratica”.

(26 novembre 2014)