Ebrei di Francia al bivio: “Andiamocene”. “No, restiamo”
Numerosi oggi gli approfondimenti dei giornali sul futuro degli ebrei d’Oltralpe. “Restiamo in Francia nonostante l’odio o daremo a Hitler una vittoria postuma”, l’appello del regista Claude Lanzmann su Repubblica. “Vivo per miracolo, parto per Israele” dice invece il proprietario del supermercato casher parigino colpito dai terroristi (Corriere). Nello stesso articolo si racconta inoltre dello scarso apprezzamento dell’Eliseo per l’invito di Netanyahu ad emigrare.
A mezzogiorno, ora locale israeliana, i funerali delle quattro vittime all’Hyper Casher. Prevista la partecipazione di Netanyahu, del presidente Reuven Rivlin, del leader dell’opposizione Isaac Herzog e del ministro dell’Ambiente francese Ségolène Royal.
Le lacrime di Maometto. Poche ore e Charlie Hebdo tornerà in edicola. Protagonista della prima pagina il profeta Maometto che piange e tiene in mano un cartello in cui si legge: “Je Suis Charlie”. L’anticipazione è stata diffusa da Liberation, il quotidiano che ospita i superstiti della redazione del settimanale satirico.
Italia, nuove misure antiterrorismo. In Italia rafforzata intanto la sicurezza attorno ai luoghi maggiormente a rischio tra cui l’antico Ghetto ebraico di Roma. A tal proposito i vigili urbani chiedono più garanzie a tutela della loro incolumità. “Siamo impegnati in servizi speciali senza giubbotti anti proiettile” denuncia un loro rappresentante in una intervista a Repubblica. Vari giornali raccolgono le voci degli abitanti e degli operatori commerciali del quartiere. Il Messaggero parla tra gli altri dell’organizzazione di sicurezza interna alla Comunità (“Addestrata con la tecnica del krav maga, l’arte marziale usata dagli agenti del Mossad”) sottolineando come il presidente Riccardo Pacifici si sia detto disponibile ad offrire “tutto il nostro know how” anche alle realtà islamiche che volessero combattere infiltrazioni terroristiche. Smentite arrivano invece dalla Santa Sede sull’incombente minaccia che graverebbe sul Vaticano. Sul terrorismo globalizzato ampia intervista, tra gli altri, al parlamentare PD Emanuele Fiano (Italia Oggi).
L’appello del rav: “L’Europa riscopra la Bibbia”. “Violenza e fanatismo non esauriscono l’Islam, ma sono un problema religioso che lo riguarda” scrive il presidente emerito dell’Assemblea Rabbinica Italiana rav Giuseppe Laras sul Corriere. Il rav sottolinea inoltre come la crisi dell’Occidente sia da imputare anche “all’ignoranza della Bibbia”. Il rabbino conservative Abraham Skorka, grande amico di Bergoglio, lancia invece un appello sull’Osservatore Romano: “È ora che i leader religiosi di ogni credo, insieme a tutti coloro che tracciano le linee di pensiero nelle scienze, nelle arti e in tutte le altre forme di creatività umana, si prodighino congiuntamente, esplicitamente, inequivocabilmente, per favorire il rispetto che tutti devono avere verso il prossimo”. Come sanare il trauma generato dal terrorismo? “Rinsaldando il legame sociale” afferma Donatella Di Cesare (Corriere).
Dieudonne, provocazione shock. Nuova provocazione del comico antisemita Dieudonne, che ieri su Facebook ha postato la frase “Je me sens Charlie Coulibaly”. La giustizia francese ha subito aperto un’inchiesta per “apologia del terrorismo” (Messaggero).
Capire i disturbi dell’infanzia. Al via un innovativo progetto di screening su eventuali disturbi dello sviluppo psicomotorio nei primi mesi di vita del bambino. Sostenuto dall’UCEI, il progetto avrà come riferimento asili nido e scuole materne delle Comunità ebraiche di Roma, Milano, Torino, Firenze e Trieste (Repubblica).
Museo della Shoah, slittano i tempi. Con tutta probabilità non sarà possibile rispettare la scadenza del 27 gennaio per la posa della prima pietra del Museo della Shoah di Roma a Villa Torlonia. Il Messaggero raccoglie alcune riflessioni del presidente della fondazione Leone Paserman.
Raccontare l’orrore. Nuove testimonianze di Memoria della Testimone della Shoah Liliana Segre, di cui sono in uscita due libri – “Fino a quando la mia stella brillerà” e “La Memoria rende liberi”. Il Corriere li racconta.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(13 gennaio 2015)