Ddl sul negazionismo, Grasso scrive a Gattegna
Grande evidenza, sui principali quotidiani, per le parole con cui il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna ha commentato l’approvazione da parte del Senato del disegno di legge sul negazionismo.
“Vietato minimizzare i genocidi. La soddisfazione dell’UCEI”, titola tra gli altri il Corriere della sera. “Si scrive una pagina importante nella storia del nostro Paese. Un provvedimento – ha infatti affermato Gattegna – che costituisce un baluardo per la difesa della libertà di tutti, mirato a colpire i falsari che tentano di negare la Shoah, di offenderne le vittime e di colpire chi difende il valore universale della Memoria”. Sul Corriere (Paolo Conti) si dà conto anche della lettera che il presidente del Senato Pietro Grasso ha inviato a Gattegna una volta concluse le operazioni di voto. “L’Italia – scrive Grasso – finalmente esprime in maniera chiara l’adesione agli orientamenti normativi presenti in altri Paesi e già in vigore a livello europeo”. Per poi sottolineare: “In questo giorno importante per le istituzioni del nostro Paese, desidero rinnovare i sentimenti di amicizia che mi legano a Lei e alle Comunità ebraiche italiane”.
Soddisfazione per il voto del Senato è espressa anche dal presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici.
Orrore a Lampedusa. “II problema non è Mare Nostrum o Triton, si può chiedere all’Europa di fare di più, lo farò subito; ma il punto politico è risolvere il problema in Libia, dove la situazione è fuori controllo”. Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi a proposito dell’ultima strage del mare, al largo di Lampedusa, in cui hanno perso la vita oltre trecento migranti. “Siamo chiamati, come cittadini europei, a rispondere non a un tribunale ma alla nostra coscienza, per ciascuna delle vittime del Mediterraneo. Agire ora è già troppo tardi” afferma il presidente del Senato Pietro Grasso (Corriere).
Minaccia Isis, Obama chiede i poteri di guerra. Stati Uniti pronti ad intervenire militarmente contro i terroristi dell’Isis. Obama ha infatti chiesto al Congresso l’autorizzazione di tre anni per azioni “senza limiti geografici” e non escludendo “l’uso di truppe di terra”.
“Nella lettera con cui accompagna la proposta, Obama sottolinea come il Califfato sia una minaccia che andrà ‘oltre il Medio Oriente’. E indica i punti che dovrebbero unire repubblicani e democratici: ad esempio, stabilisce che l’autorizzazione scadrà fra tre anni, il che – scrive il Messaggero – vuol dire che non sarà una di quelle missioni senza fine come l’Afghanistan o l’Iraq”.
Tensioni sull’Israel Prize. Forti polemiche in Israele per le pressioni che il primo ministro Benjamin Netanyahu avrebbe esercitato per escludere David Grossman dalla rosa dei possibili vincitori dell’Israel Prize per la Letteratura. La giuria al completo si è dimessa rendendo pubblico questo messaggio: “L’intervento del premier rappresenta la politicizzazione del più importante riconoscimento di Israele, che dovrebbe essere concesso esclusivamente su considerazioni professionali e artistiche”. Affidata ai social network la replica di Netanyahu: “Troppo spesso sembra che membri estremisti della giuria concedano premi ai loro amici e poi ci sono troppi antisionisti, radicali, pacifisti e pochi rappresentanti delle altre componenti della nazione”. Su Repubblica una cronaca della vicenda.
Il piccolo Stefano e l’accostamento impossibile. “È legittimo odiare uno Stato, anche se la critica politica, per quanto feroce, non dovrebbe sfociare nell’odio. Sarebbe più civile attaccare un governo, piuttosto che una nazione in cui convivono opinioni diverse, ma ciò richiede un equilibrio che non tutti hanno. Appare invece intollerabile accostare un crimine senza giustificazione ad altre tragedie, quasi che quel crimine possa essere in qualche modo compreso”. È quanto si legge sul Corriere del Trentino dopo che il quotidiano l’Adige aveva pubblicato ieri un delirante intervento di un lettore in cui si accostava l’uccisione del piccolo Stefano Gaj Taché ai bambini morti durante l’ultima guerra di Gaza. “A nemmeno un mese dalla Giornata della memoria, occorre solo prendere atto di come a qualcuno dia fastidio che il presidente della Repubblica renda tardivo omaggio a un bambino italiano ucciso solo in quanto ebreo. Il dramma dei palestinesi – scrive il direttore Enrico Franco – merita difensori più nobili e non antisemiti”.
I quaderni neri di Heidegger. “Apprendere di questi giudizi fa pensare che il vero demone della tecnica sia quello che si nasconde in un’astratta tecnica filosofica che arriva a far perdere a un uomo di genio ogni contatto con l’umanità”. Così Corrado Augias (Repubblica) nel commentare le ultime rivelazioni sul filosofo Martin Heidegger e i suoi ‘quaderni neri’.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(12 febbraio 2015)