amicizia…

Nel rito italiano, in varie benedizioni che si invocano nelle festività è molto ricorrente l’augurio affinché si solidifichi un sano sentimento di amicizia tra i componenti della Comunità. Nel Talmùd, Makkòt 10 a, si evidenzia come in tutta Israele c’erano indicazioni stradali per raggiungere le città rifugio affinché l’omicida involontario potesse facilmente sfuggire alla vendetta. Viceversa, non vi era alcuna segnalazione per arrivare al Santuario di Yerushalaim, affinché gli ebrei che si recavano nelle tre feste in pellegrinaggio si potessero consultare l’un l’altro sul percorso da fare e in questo modo avrebbero stretto amicizia. Un insegnamento attuale per le nostre Comunità ridotte sempre più a teatrini di conflittualità e per le quali si spera in una vera rivoluzione di approccio. Comunità dove vorremmo ascoltare meno proclami retorici e vedere piuttosto l’intensificazione di rapporti autentici tra singole persone che imparano a relazionarsi con una parola calda e viva facendo proprio quel motto talmudico che afferma che l’alternativa dell’amicizia è solo la morte : “o chavruta o mituta..”.

Roberto Della Rocca, rabbino

(14 aprile 2015)