La rassegna settimanale di melamed
Studiare per diventare persone

melamed 650x14mMelamed è una sezione specifica della rassegna stampa del portale dell’ebraismo italiano che da tre anni è dedicata a questioni relative a educazione e insegnamento. Ogni settimana una selezione della rassegna viene inviata a docenti, ai leader ebraici e a molti altri che hanno responsabilità sul fronte dell’educazione e della scuola. Dalla alcune settimane la redazione giornalistica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane aggiunge al lavoro di riordino e selezione settimanale un commento, per fare il punto delle questioni più trattate sui giornali italiani ed esteri.
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Chi ha tradito Anna Frank? Un libro appena pubblicato in Olanda parrebbe portare nuova luce sulla questione mai risolta di chi abbia tradito Anna Frank. Autori del libro sono il giornalista Jeroen de Bruyn e il nipote della presunta delatrice, nonché figlio della famosa Elisabeth, Bep nel diario. Anna Foa, sull’Osservatore Romano del 15 aprile racconta come si tratti di un argomento che continua ad appassionare i media, e la notizia che responsabile della delazione sarebbe stata Nelly Voskujil, la sorella di uno dei quattro “angeli” soccorritori di Anne sicuramente farà parlare di sé. L’uscita del libro offre alla storica l’occasione di tornare sull’atteggiamento dei non ebrei di fronte alle persecuzioni antisemite.
Diventare persone. Sul Washington Post del 14 aprile Petula Dvorak parte da un episodio accaduto negli Stati Uniti per ragionare su cosa viene chiesto e cosa ci si aspetta dai bambini (due fratelli di 10 e 6 anni sono stati fermati dalla polizia e tenuti in custodia per alcune ore perché visti per strada da soli, mentre stavano tornando a casa dal parco). “Oggi siamo preoccupati solo dei loro risultati scolastici, se sono in grado di espandere il loro vocabolario, leggere un grafico, collocare i continenti e gli oceani” mentre un libro del 1979 riportava un elenco di competenze necessarie ad affrontare l’ingresso a scuola. Oltre all’età e alla maturità fisica si richiedevano la capacità di riportare il proprio indirizzo a un adulto in maniera comprensibile, di spostarsi autonomamente per qualche isolato per piccole commissioni o per andare a scuola o da un amico, e di stare lontano dai propri genitori per tutto il giorno senza esserne turbati. Conclude Dvorak “Già… Competenze e sviluppo sociale. Diventare persone, non solo lettori di grafici. Ce ne siamo un po’ dimenticati, vero?”.
Religioni a scuola. “Pisapia difende la religione (degli altri). Porta il Corano nelle scuole elementari” Così il Giornale del 14 aprile intitola uno dei due articoli pubblicati su una iniziativa che a Milano porterà gli allievi di quinta elementare a incontrare i rappresentanti delle diverse fedi. Sono previsti incontri su cristianesimo (evangelici, protestanti e ortodossi), islam, buddismo, ebraismo e induismo, in una sperimentazione che quest’anno coinvolgerà solo cinque scuole, ma destinato a crescere. Non mancano le polemiche fra chi parla di dialogo interreligioso e di chi considera l’idea “una ulteriore prova del dilagante relativismo, in una Milano diventata ormai capitale italiana del politicamente corretto”.
L’animazione di Israele. Il Corriere del Veneto del 16 aprile annuncia l’apertura di Cartoons on the Bay, l’iniziativa che per alcuni giorni porta a Venezia, nella sede Rai, il meglio dell’animazione televisiva e cross.mediale internazionale in un concorso che vede come premiato alla carriera l’israeliano Hanan Kaminski, che è in Laguna insieme a una folta delegazione da Israele, paese ospite di questa edizione del Festival.
I bambini e la Memoria. Avvenire affronta il tema della Memoria della Shoah nell’inserto per bambini Popotus: “Il timore è legittimo, il tempo passa, i testimoni muoiono e con loro la memoria viva di quel successe”. Ricorda che l’età media dei sopravvissuti è ora superiore agli 83 anni e spiega come sia forte, soprattutto in Israele, il timore che nel giro di pochi anni la Shoah “possa diventare un confuso evento storico”. (14 aprile)
La scuola e gli stranieri. Il rapporto “Alunni con cittadinanza non italiana” curato da Miur e Fondazione Ismu, presentato nei giorni scorsi, fotografa la realtà multietnica della scuola italiana, dove la seconda generazione ha sorpassato gli alunni nati all’estero: nell’anno 2013-2014 più del 50 per cento degli studenti è nato in Italia da genitori di origine straniera. La presenza, forte da anni alle elementari, sta prendendo progressivamente piede alle medie e superiori, con un incremento costante e significativo in tutti gli ordini. il rapporto fotografa una realtà complessa, fatta di luci e ombre, in cui anche se si registra una diminuzione dei ritardi e delle ripetenze il loro numero resta comunque alto: più del 40 per cento degli studenti stranieri delle medie ha almeno un anno di ritardo.
Studenti che aiutano studenti. A Bergamo 60 studenti delle superiori hanno hanno passato molti pomeriggi affiancando studenti delle primarie, aiutandoli nei compiti ma anche insegnando loro un metodo di studio, oppure organizzando laboratori e momenti di svago, con un effetto estremamente positivo su entrambi i gruppi. (Avvenire Milano, 16 aprile)
Razzismi. Negare lo stage a una studentessa perché indossa il velo è “comportamento discriminatorio” e l’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali del Dipartimento per le pari opportunità della presidenza del Consiglio dei Ministri) è intervenuto sul caso condannando fermamente l’episodio.

Ada Treves twitter @atrevesmoked

(17 aprile 2015)