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Rav Elio Toaff (1915-2015) – Un Maestro e una guida per tutti

toaff asta thumbLa scomparsa di rav Elio Toaff, rabbino emerito di Roma, ha colpito l’Italia ebraica e non solo. Attestati di affetto e cordoglio sono arrivati da tutte le Comunità della penisola così come da realtà vicine al mondo ebraico. Da Milano a Napoli, da Venezia a Firenze, sono arrivati e continuano ad arrivare messaggi per ricordare una delle più grandi figure del Novecento italiano, punto di riferimento per l’ebraismo così come per l’intera società. “Con la scomparsa di rav Elio Toaff – ricorda il presidente della Comunità di Torino Dario Disegni – l’Ebraismo italiano e l’intero Paese perdono una personalità straordinaria, che nell’arco di quasi un secolo ha rappresentato un altissimo punto di riferimento civile e morale”. “Per me è anche un grande dolore personale, – continua Disegni – essendo stato legato a rav Toaff da un affetto filiale, derivante dalla stretta parentela con lui, figlio di Alice Jarach, sorella del mio nonno materno Cesare, caduto nella Prima Guerra Mondiale nel 1916. Il suo insegnamento, la sua saggezza, la sua profonda umanità, e anche la sua arguzia, tipicamente livornese, mi accompagneranno per tutta la vita”. A ricordare lo stretto legame con Livorno, dove è stato sepolto ieri accanto accanto alla moglie Lia Luperini e i genitori Alfredo, indimenticato rabbino della città labronica, e la madre Alice Jarach, la presidente dell’Associazione Adei-Wizo di Livorno Carla Guastalla. “Ultimo rappresentante di una grande tradizione che aveva nel Collegio rabbinico (di Livorno) il suo fulcro, allievo di grandi Maestri fra i quali suo padre rav Alfredo Shabbetai Toaff, rabbino capo per decenni di Livorno, – ricorda Guastalla – gli fu affidata nel dopoguerra la Cattedra romana in un periodo di estrema difficoltà dopo le distruzioni materiali e morali della Seconda guerra mondiale”. “Rimarrà nella storia per il coraggio di aver accolto la richiesta di papa Giovanni Paolo II a visitare il Tempio maggiore di Roma, momento fondante del dialogo ebraico cristiano”. “Come Adei Livorno ci piace ricordare di rav ElioToaff la sua apertura verso il mondo femminile, e il profondo rapporto che lo ha legato per tutta la vita alla moglie Lia Corcos Luperini – l’affettuoso ricordo di Guastalla – Per l’Adei Wizo la sua scomparsa costituisce un ulteriore stimolo a proseguirne l’impegno per realizzare la pace e la fratellanza universale”.
“Maestro degli ebrei Italiani di più generazioni e punto di riferimento irrinunciabile per il futuro dell’ebraismo Italiano”, il tributo al rav del Consiglio della Comunità ebraica di Venezia, città di cui Toaff fu rabbino capo nel dopoguerra, dal 1947 al 1951, prima di ricevere l’incarico di guidare la Keillah della Capitale.
Cordoglio anche da parte di realtà vicine al mondo ebraico, come ricordato anche ieri. Il moderatore della Tavola valdese, il pastore Eugenio Bernardini, ha inviato un messaggio al presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna ricordando l’importanza della figura di rav Toaff. “Un riferimento spirituale, morale e civile per molti italiani che, nella sua saggezza morale e nella sua grande
sapienza biblica, hanno trovato motivo di profonda ispirazione – scrive Bernardini – Tra di essi i valdesi e i metodisti italiani che in varie occasioni hanno avuto l’onore e la gioia di incontrare e confrontarsi con rav Toaff, testimone vivente di quel cammino parallelo tra le due minoranze religiose che in tante occasioni hanno avuto parte importante nelle vicende culturali, religiose e civili del nostro Paese”.
“Con lui – ricorda invece la Comunità di Sant’Egidio – la nostra Comunità ha dato vita alla marcia che ogni anno, il 16 ottobre, fa memoria della deportazione di oltre mille ebrei romani, un appuntamento che è diventato centrale per la memoria della Shoah nella Capitale. Protagonista di rilievo del dialogo interreligioso, primo ad accogliere un papa, Giovanni Paolo II, nella sinagoga di Roma, ha accompagnato con la sua presenza le vicende più importanti della vita
cittadina come di quella nazionale”.

Daniel Reichel

(21 aprile 2015)