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Patto col diavolo, è Pulitzer

David Kertzer pulitzer Premio Pulitzer per il saggio di David I. Kertzer “Il patto col diavolo. Mussolini e papa Pio XI” pubblicato in Italia da Rizzoli e dedicato ai rapporti intrattenuti tra il dittatore fascista e Achille Ratti, entrambi al potere dal 1922. Un libro-inchiesta che scava in profondità e analizza le diverse fasi nella loro relazione, dalla piena sintonia iniziale fino al diniego manifestato dal papa nei confronti delle leggi antiebraiche promulgate da Mussolini nel ’38, pochi mesi prima della sua scomparsa (febbraio ’39). Come sarebbero andate le cose se quest’ultimo fosse rimasto a capo della cristianità più a lungo? Questa e altre domande animano la ricerca di Kertzer.

“Sotto molti aspetti essi non erano in fondo così diversi. Se il primo era dotto, istruito e devoto, il secondo praticamente era un autodidatta e un ‘profano’. In realtà essi avevano molto in comune tra loro, finendo di fatto per condividere la distruzione della democrazia e un viscerale anticomunismo, la tesi dell’autore. In cambio del sostegno del Vaticano, sostiene Kertzer, Mussolini restaurò da subito molti dei privilegi che la Chiesa aveva perso venendo inoltre incontro a varie richieste del papa, tra cui quella di far rispettare la morale cattolica, mobilitando l’apparato di polizia e dello Stato fascista allo scopo. Negli ultimi anni di vita, però, Pio XI volle fare retromarcia su quel patto e denunciare le leggi razziste emanate dal fascismo. “Tuttavia – viene osservato – per evitare una grave frazione fra la Chiesa e il regime, la ristretta cerchia interna al Vaticano, di cui faceva parte tra gli altri il futuro papa Pio XII (Eugenio Pacelli), allora emissario personale e fiduciario di Pio XI, lottò con forza per trattenere il pontefice”.

Per la pubblicazione di questo saggio, Kertzer ha compiuto ricerche per sette anni all’interno degli archivi vaticani e italiani. Lo storico, già vincitore di numerosi premi, è autore di libri e articoli di storia sociale europea, in particolare quella italiana del 19esimo secolo, tra cui il volume “I Papi contro gli Ebrei. Il ruolo del Vaticano nell’ascesa dell’antisemitismo moderno”. ”. Kertzer ha dedicato in un’intervista anche un pensiero al rabbino capo emerito di Roma Elio Toaff. “All’indomani della guerra l’ebraismo italiano era devastato e profondamente traumatizzato, non soltanto dalla Shoah ma anche dalle leggi razziste che avevano colpito una comunità che si sentiva la quintessenza dell’italiano, vivendo nel paese da oltre 2mila anni. Rav Toaff è sopravvissuto a tutto ciò e, oltre al lungo magistero romano, ha legato il suo nome in modo eroico alla Resistenza e alla rinascita”.

(22 aprile 2015)