25 aprile, in festa con la Brigata Ebraica

rassegnaIl ricordo di Enzo Sereni, partigiano sionista, ha aperto le celebrazioni del 70esimo anniversario del 25 aprile. A rendergli un “affettuoso omaggio”, come scrive il quotidiano Repubblica, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso del suo discorso al Teatro Piccolo di Milano durante la cerimonia per la festa della Liberazione. E a Milano, nel tradizionale corteo per il 25 aprile, tra i vessilli protagonisti c’era quello della Brigata Ebraica, emblema dei 5mila volontari arrivati in Italia dalla Palestina mandataria per liberare l’Italia dal nazifascismo. Alle bandiere che ricordavano quel contributo, come scrive Stefano Jesurum sul Corriere, è stato riservato un caldo applauso, che ha coperto gli insulti dei gruppi propal, riunitisi come ogni anno a piazza San Babila per provocare. “Ma alla fine ha vinto (di nuovo) la libertà”, sottolinea il titolo del commento di Jesurum, in cui si ricorda come per la prima volta la Brigata Ebraica sia stata accompagnata dal Partito Democratico durante il corteo. Contro gli insulti degli antagonisti alla Brigata Ebraica – insulti che hanno colpito anche l’Aned che sfilava con i cartelli con i nomi dei campi di sterminio – si è espresso il primo ministro Matteo Renzi, sottolineando la sua solidarietà nei confronti dei manifestanti che hanno ricordato le gesta di quei cinquemila uomini. “Oggi per gli ebrei si celebra una doppia Liberazione, quella dal nazifascismo e quella dalla Shoah. Chi contesta questo, contesta la storia”, ha commentato il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, rilanciato da diversi quotidiani tra cui Avvenire, il Messaggero, La Stampa e il Giornale. Sull’Osservatore Romano, la nota del presidente Gattegna diffusa a 24 ore dalle celebrazioni del 25 aprile in cui si sottolineava la concomitanza della Festa con lo shabbat, impedendo così una “partecipazione attiva” alle cerimonie ufficiali e “la necessità di mantenere la massima coesione e collaborazione tra tutte le forze democratiche e antifasciste”.

Gli applausi milanesi alla Brigata ebraica. Sul Corriere, la soddisfazione di Daniele Nahum, esponente Pd, già portavoce della Comunità ebraica milanese, nonché tra i fautori della decisione del Partito democratico di sfilare al fianco della Brigata Ebraica. “Eravamo oltre 700. Abbiamo avuto tanti applausi. Per noi è un risultato incredibile”. Al suo fianco, riporta il Corriere, c’era “quasi tutta la giunta milanese, la vicesindaco Ada Lucia De Cesa-ris, i colleghi Del Como e Granelli” e “da Roma sono arrivati a dar man forte i deputati Emanuele Fiano, Lia Quartapelle, Ivan Scalfarotto, Gennaro Migliore”. Di buona notizia parla Emanuele Fiano, intervistato da Francesca Nunberg sul Messaggero, ricordano che ieri “i contestatori erano 200 contro decine di migliaia di manifestanti anche della sinistra italiana che non la pensano così” (su Repubblica Milano una ricostruzione dei fatti di ieri). Fiano mette però in guardia dai sentimenti antisionisti e antisemiti e dall’ignoranza di chi contesta la Brigata Ebraica.

Il 25 aprile romano. Nella Capitale il giorno della Liberazione è stato dedicato alla memoria di rav Elio Toaff, partigiano e rabbino emerito di Roma recentemente scomparso, e a Massimo Rendina, partigiano romano, con una manifestazione al Campidoglio. Il tradizionale corteo di Porta San Paolo non c’è stato ma vi è stata un piccola manifestazione, “con l’assenza rumorosa di Brigata ebraica, Comunità ebraica e Aned”, scrive Gabriele Isman su Repubblica, che riporta come la giornata si sia aperta con il vergognoso striscione neofascista apparso al Pincio (l’immagine di Mussolini e una didascalia “25 aprile festeggiamo così”). Isman poi sottolinea come al Campidoglio, “I vessilli della Brigata ebraica, dell’Anpi e dell’Aned sono vicini: la pax è firmata sulle note di Bella ciao cantata dalla piazza” e riporta della lettura della lettera del presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici.

“La storia degli ebrei italiani? Una sfida ai pregiudizi”. Sul Quotidiano Nazionale lunga intervista al presidente della Fondazione Meis Riccardo Calimani, saggista e scrittore, che discuterà alla Festa del Libro ebraico di Ferrara (di scena fino al 28 aprile) del suo ultimo libro Storia degli ebrei italiani nel XIX e XX secolo (Mondadori). E riguarda alla Festa ferrarese, Calimani formula un auspicio: “La minorava ebraica in Italia è esigua ma come tutte le minoranze è sovraesposta. Ecco, i libri sono strumenti essenziali per riflettere, capire, conoscere e creare i fondamenti di un’umanità più matura e capace di aiutare gli altri in difficoltà. Auspico che dalla Festa esca un messaggio a favore di tutti i popoli indistintamente”.

I migranti e le tragedie del mare. Su La Stampa un’intervista al segretario generale dell’Onu Ban-Kimoon riguardo all’emergenza profughi in Europa. Per il segretario è sbagliato colpire i “barconi in Libia e bisogna aiutare i profughi”. Riflessione sofferta sul tema di Furio Colombo sul Fatto Quotidiano.

Ricordare Ilan Halimi. “Il film sul ragazzo ebreo, rapito e torturato in Francia per settimane da una banda di criminali, verrà presentato in anteprima all’Auditorium Conciliazione il 6 maggio e il giorno successivo su Raidue a conclusione di “Virus” (Messaggero).

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked

(26 aprile 2015)