Nel nome di Eyal, Gilad e Naftali

The MothersA un anno di distanza, si celebra oggi a Gerusalemme la Giornata dell’Unità (Yom Achdut) con la consegna dell’omonimo premio dedicato alla memoria di Eyal, Gilad e Naftali, i tre ragazzi israeliani rapiti e uccisi dai terroristi di Hamas, nato per non dimenticare il messaggio che il loro dolore ha insegnato al mondo.
Era il 12 giugno del 2014 quando Naftali Fraenkel (16 anni), Gilad Shaer (16 anni) e Eyal Yifrach (19 anni) venivano rapiti da due miliziani di Hamas alla fermata di Alon Shvut, presso gli insediamenti di Gush Etzion. Le due settimane seguenti i cittadini di Israele e tutte le comunità ebraiche della diaspora si stringeranno attorno ai genitori dei tre ragazzi seguendo con apprensione le loro sorti e unendosi in un grande abbraccio collettivo.
C’è stato chi ha espresso la solidarietà attraverso i social sotto l’hashtag di #BringBackOurBoys e chi ha portato conforto alle madri, la cui foto abbracciate diventa il simbolo dell’unità del paese nel momento peggiore. Il 30 giugno la notizia più amara: vengono ritrovati i corpi senza vita dei ragazzi, uccisi subito dopo il rapimento. È l’inizio di una delle estati più calde e lunghe di Israele.
Il paese non dimentica quei giorni di unità nazionale e crea il Jerusalem Unity Prize, nato sotto il segno della collaborazione e della mutua assistenza, e voluto fortemente dai genitori Bat-Galim e Ofir Shaer, Rachelli e Avi Fraenkel e Iris e Ori Ifrach e dal sindaco di Gerusalemme Nir Barkat, che hanno formato una giuria nella quale spiccano anche l’ex rabbino capo del Commonwealth Jonathan Sacks e la preside del Shenkar College Yael Tamir.
Ad essere premiati oggi, in una cerimonia cui partecipa anche il presidente della Repubblica Reuven Rivlin, saranno i vincitori rappresentanti di tre categorie diverse: la Chabad House di Bangkok (Thailandia) ha conquistato il riconoscimento nell’ambito dei rapporti tra Israele e diaspora e si è distinta nella sua offerta di pasti casher e attività organizzate durante lo Shabbat (alle quali hanno partecipato migliaia di persone ogni anno), dimostrandosi un punto di riferimento per tutti gli ebrei e gli israeliani che scelgono come meta dei loro viaggi la Thailandia.
Il premio per il sociale va all’associazione “Nifgashim BeShvil Yisrael” fondata da Raya and Yossi Epner in memoria del figlio Avi, sergente rimasto vittima di un incidente in elicottero nel 1997. Il programma educativo dell’associazione consiste nel mettere in dialogo tra di loro i diversi gruppi che compongono la società israeliana nel segno del rispetto reciproco. “È facile rimanere uniti quando accade qualcosa di drammatico, come quando i tre ragazzi sono stati rapiti o quando si è in guerra. Ma come un rabbino mi ha insegnato: noi sappiamo come morire insieme. Ora – spiega Raya Epner – è tempo di imparare a vivere insieme”.
Un riconoscimento anche all’ex brigadiere dell’Idf ora in congedo Ram Shmueli da anni attivo in diversi progetti che si propongono di portare unità e coesione in Israele con attività e tavole rotonde alle quali partecipano più di 150mila persone.
Premiato infine il cantante Rabbi Hacham David Menachem, che attraverso la musica combina liturgia, sionismo, Halakah e poesia e si batte per creare un dialogo tra palestinesi e israeliani.
Ma lo Unity Day non conosce confini: oltre la premiazione a Gerusalemme, sono un centinaio le associazioni che hanno deciso di sposare l’iniziativa e decine le città del mondo che lo celebreranno a modo loro: da Parigi a Mumbay, da New York a Sidney. Uniti ancora una volta per Eyal, Gilad e Naftali.

Rachel Silvera twitter @rsilveramoked

(Nell’immagine le madri di Eyal, Gilad e Naftali)
(3 giugno 2015)