Trento Economia – Krugman: “La disuguaglianza non è un destino ma una scelta”
Il Festival Economia di Trento ha chiuso la sua decima edizione con un messaggio chiaro: le disuguaglianze sociali non sono un elemento ineluttabile dei nostri sistemi economici ma sono il frutto di decisioni politiche. “La disuguaglianza non è un destino, è una scelta”, ha ribadito il premio Nobel per l’Economia Paul Krugman, a cui è stata affidata la chiusura della rassegna trentina incentrata quest’anno sulla questione della mobilità sociale. “Possiamo fare molto per ridurre le disparità – ha sottolineato Krugman, discutendo con il curatore scientifico del Festival Tito Boeri e con l’economista Daniel Gros – Dobbiamo capire che il problema non è monodimensionale, le cause sono diverse e per affrontarle dobbiamo muoverci su diverse strade”. Un concetto già espresso sul palco di Trento da un prestigioso collega di Krugman, il Nobel Joseph Stiglitz, che ha ricordato a chi tiene le redini del mondo che “solo le scelte politiche” possono ridurre la forbice, oramai sempre più ampia, tra chi è ricco e chi povero.
“I redditi – ha ricordato l’economista americano – negli ultimi anni sono cresciuti solo fra la classe media cinese e per l’1% della popolazione, ovvero i super ricchi”. Il premio Nobel, parlando di geografia economica, ha evidenziato la possibilità di introdurre misure redistributive solamente in alcune regioni o in alcune città, che potrebbero essere un laboratorio di esprimenti. “A volte – ha detto Krugman – pensiamo che solo le soluzioni globali possano essere efficaci, ma forse non è così, ad esempio anche il trasporto pubblico locale può essere uno strumento di riduzione delle disuguaglianze, come dimostrano molti studi”. Parlando delle questioni globali, il Nobel ha sottolineato che alcune aree geografiche europee più povere sono sottoposte alla competizione dei paesi emergenti. “Credo che l’Europa – ha detto – dovrebbe essere più consapevole di queste dinamiche invece di fare politiche di austerità”. Come già Stiglitz e l’economista Thomas Piketty in apertura di Festival, anche Krugman si è infatti detto fortemente contrario alle scelte di Bruxelles di imporre un’austerity così rigida ai Paesi dell’Ue.
Lo studioso americano si è poi soffermato anche sulla questione dei flussi migratori che in questo periodo preoccupano molto l’Europa. “L’immigrazione può essere un modo per migliorare la vita delle persone. Ma ci vogliono delle limitazione. La libera circolazione del lavoro – ha detto Krugman – senza integrazione fiscale crea la possibilità di spirali verso il basso. Se molti i giovani se ne vanno da un paese, chi pagherà le tasse per sostenere le pensioni?”. E l’Italia questa situazione la conosce bene, con molti giovani che la mobilità sociale la interpretano lasciando il Paese e cercando lavoro altrove, in particolare a causa delle poche opportunità che il mercato italiano offre.
“Dobbiamo lavorare a soluzioni concrete”, ha sottolineato in chiusura Tito Boeri esprimendo, assieme a tutti coloro che hanno permesso la realizzazione del Festival, la soddisfazione di aver visto la rassegna trentina crescere nel tempo ed affermarsi – come riportava l’Economist – come un luogo di dibattito privilegiato sui temi dell’economia globale. Questioni su cui anche Pagine Ebraiche ha voluto riflettere, presentandosi a Trento per il terzo anno consecutivo con il dossier Mercati e Valori e proponendo al pubblico del Festival un punto di vista ebraico su alcuni dei grandi temi economici di oggi. Un’iniziativa a cui le migliaia di persone riunitesi a Trento per la cinque giorni del Festival, ha risposto positivamente, come dimostra il fatto che le copie in distribuzione del giornale dell’ebraismo italiano siano – come gli scorsi anni – andate esaurite.
(3 giugno 2015)
(Foto di Romano Magrone)