L’Isis torna a Kobane

rassegna Nuovo attacco a sorpresa dei miliziani dello Stato Islamico nella città curda di Kobane, al confine con la Turchia, diventata il simbolo della resistenza per aver respinto l’esercito del Califfato nel gennaio scorso dopo una battaglia durata mesi. I jihadisti sono riusciti a infiltrarsi indossando divise dei peshmerga e dell’esercito siriano, riconquistando alcuni quartieri della città, punto importante per il controllo della strategica frontiera con la Turchia, da dove provengono volontari, armi e rifornimenti. I vertici curdi hanno accusato il governo di Ankara di aver aiutato i nemici, permettendo loro di entrare attraverso la Turchia, da cui sono però arrivate smentite (La Stampa). Parallelamente il Califfato ha scatenato un’offensiva anche contro Hassakeh, capoluogo dell’omonima provincia nel nord-est della Siria, in parte controllata dalle formazioni armate curde, in parte dall’esercito fedele ad Assad. Per gli analisti, riporta Repubblica, l’attacco combinato costituisce una controffensiva dell’Isis per fermare l’avanzata delle milizie curde verso Raqqua, dopo essere stato costretto dai resistenti curdi a ritirarsi da Tel Abyad e Ayn Issa, lasciando Raqqua, poco distante e maggiore città dello Stato Islamico in Siria, esposta a un possibile attacco.

Nucleare iraniano, si tratta. È il 30 giugno la data prefissata per giungere a un accordo sul nucleare iraniano, i cui negoziati finali avverranno a Vienna, dove sta arrivando oggi il segretario di Stato statunitense John Kerry. Sarà raggiunto domani dal ministro degli Esteri di Teheran, Javad Zarif, e dai ministri di Gran Bretagna, Francia, Germania, Russia e Cina. Ancora numerose le questioni aperte, tra cui la conoscenza precisa dello stato dell’arte delle ricerche iraniane in tema di sviluppo nucleare che Teheran vorrebbe comunque continuare, ma anche le modalità dei controlli sui siti iraniani e quelle di una eventuale riapplicazione delle sanzioni se l’Iran dovesse mostrarsi inadempiente. L’Iran dal canto suo ha insistito in caso di accordo sulla rimozione delle sanzioni dell’Occidente, condizione che tuttavia difficilmente si verificherebbe per la difficoltà del processo legislativo negli Stati Uniti e per la presenza del paese nella lista degli Stati fautori del terrorismo. Nelle ultime settimane, segnala il Corriere, si è tuttavia scatenata la corsa delle compagnie petrolifere a riaccreditarsi in vista di una possibile riapertura del mercato iraniano.

L’Onu e il conflitto israelo-palestinese. L’edizione internazionale del New York Times fa il punto sul rapporto sui crimini di guerra a Gaza, presentato al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite dalla presidente della commissione d’inchiesta Mary McGowan Davis, di cui viene denunciata la natura faziosa nell’attribuire a Israele “gravi violazioni del diritto internazionale”.
L’Onu intanto torna a chiedere il rilancio del dialogo, con un appello del segretario generale Ban Ki-Moon al premier israeliano Benjamin Netanyahu a “tradurre in fatti le ultime incoraggianti dichiarazioni sulla soluzione dei sue Stati per la risoluzione del conflitto” (L’Osservatore Romano).

Il B’nai B’rith International in Vaticano. “Sono tanti i campi nei quali, ebrei e cristiani, possiamo continuare a lavorare insieme per il bene dell’umanità nel nostro tempo, e in maniera particolare per la pace”. Queste le parole pronunciate da papa Bergoglio ricevendo ieri in udienza in Vaticano una delegazione del B’nai B’rith International (L’Osservatore Romano).

Auschwitz, il futuro del Memoriale italiano. Sul Fatto Quotidiano, Furio Colombo risponde a una lettera di Paolo Coen, professore di Tecniche e linguaggi figurativi dell’Università della Calabria, in merito alla richiesta del direttore del Museo Nazionale di Auschwitz Piotr Cywinski di rimuovere il memoriale italiano in quanto “incapace di rispettare gli standard didattici e pedagogici richiesti dal Museo”.
Colombo critica le parole del ministro Franceschini, che alcune settimane fa aveva affermato: “II memoriale italiano non è più adatto ad Auschwitz e non è gradito alle autorità polacche”.
Secondo Colombo la rimozione dello stesso manifesterebbe il desiderio da parte di Varsavia “di rimuovere il fascismo come causa prima del male, la Resistenza come il momento di Liberazione”.

Il National Day d’Israele all’Expo. Il Corriere Milano racconta la festa di Expo per il National Day d’Israele. “Il tema di questo Expo, e cioè il cibo per tutti, contiene già il tema della pace” le parole del ministro degli Esteri israeliano Tzipi Hotoveli, che ha anche anticipato la visita alla manifestazione del presidente Reuven Rivlin in settembre.

Vertice Ue, nessuna intesa sui migranti. Nessuna intesa raggiunta a Bruxelles sulle quote per la redistribuzione dei migranti nei paesi dell’Unione Europea nel doppio vertice di ieri tra capi di Stato e di governo. A opporsi vari paesi dell’est Europa, tra cui Polonia e Repubblica Ceca, accanto a Spagna e Regno Unito. A fianco dell’Italia nel richiedere l’applicazione di quote obbligatorie Germania e Francia (La Stampa).

Il Mercante nel Ghetto. In partenza in questi giorni a Venezia le quattro settimane di studi del “Progetto Shylock”, organizzato dalla Fondazione Cini e dall’Università Ca’ Foscari, nel quale i massimi esperti esplorano il testo e il contesto del “Mercante di Venezia” di Shakespeare, con l’obiettivo di rappresentare l’opera teatrale tra le strade del Ghetto ebraico di Venezia, dove è ambientato, per le celebrazioni dei suoi 500 anni nel 2016, anno in cui ricorrono anche i 400 anni dalla morte del drammaturgo (Venerdì di Repubblica).

Svelate nuove pagine di Mussolini. La rivista “Storia in rete” ha ritrovato in Svizzera un diario inedito firmato da Benito Mussolini, risalente al 1942. “Due sono i mali che mi dilaniano: i traditori e le pazzie di Hitler”, scriveva il duce, per concludere il 31 dicembre: “Ora sotto di me si è aperto il precipizio” (Il Fatto Quotidiano).

“La dieta kasher” a Torino. Sarà presentato mercoledì 1 luglio a Torino, nei locali della Comunità ebraica, il volume “La dieta kasher. Storia, regole e benefici dell’alimentazione ebraica”, a cura della redattrice di Pagine Ebraiche Rossella Tercatin, edito da Giuntina e promosso dall’Associazione Medica Ebraica (La Stampa). Il testo è anche presentato sul settimanale Sette del Corriere della sera.

Francesca Matalon twitter @fmatalonmoked

(26 giugno 2015)