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distacco…

Quando il popolo ebraico era in procinto di entrare in Eretz Israel, la Torah ci racconta che Moshè chiese al Signore che gli venisse concesso di portare a termine la sua missione e di poter condurre il popolo al di là del Giordano.
In questa richiesta ne era sottintesa un’altra, quella di vedere rinviato il momento della morte.
Di fronte alle insistenti richieste di Moshè, il Midràsh Tanchumà, Vaetchanàn, ci racconta: “Di buon mattino Moshè si recò alla tenda dì Giosuè. Giosuè si spaventò e disse: “Oh mio Maestro Moshè, vieni presso di me”. Si incamminarono ed entrarono nella Tenda della Radunanza. La nube scese e pose una separazione tra di loro…
Quando la nube si distaccò, Moshè andò da Giosuè e disse: “Cosa ti ha detto l’Eterno?”, Giosuè gli rispose: “Quando la parola ti si rivelava, tu mi informavi di quanto ti diceva?”.
In quel momento Moshè gridò e disse: “Meglio mille volte la morte che un solo momento di gelosia”. Si dice infatti che non è prevista la gelosia, né per propri i figli, e né per i propri discepoli. Il momento del distacco dall’esercizio attivo del potere è, per ogni persona un momento difficile: l’importante è saper uscire di scena nel momento giusto e con dignità.

Roberto Della Rocca, rabbino

(14 luglio 2015)