Sugli urtisti è scontro
Il Corriere riferisce delle tensioni in corso tra Comunità ebraica romana e amministrazione cittadina sugli urtisti, i venditori di ricordi costretti ad abbandonare le zone limitrofe ai monumenti della Capitale. Il tavolo negoziale aperto nelle scorse settimane non avrebbe portato a nessun risultato, tanto che nell’articolo si evocano “promesse tradite” da parte del Campidoglio e si parla di una forte contrapposizione tra sindaco e rabbino capo. “Di Segni-Marino, è rottura per gli urtisti”, il titolo del Corriere.
Ungheria, un muro da record. Sarà terminato in tempi record il muro alzato dall’Ungheria per respingere i migranti in arrivo dai Balcani. Annunciati a giugno da Orban, i quasi duecento chilometri di piloni di acciaio rinforzati col filo spinato al confine con la Serbia sono quasi pronti: è prevista infatti per fine agosto l’inaugurazione dell’opera affidata all’esercito e costruita da militari e disoccupati, tenuti a rispondere alla chiamata dello stato, in cambio di un reddito minimo. E dal primo settembre tutto il muro sarà presidiato dai soldati, ancora non è chiaro se autorizzati a sparare contro le migliaia di migranti, prevalentemente pachistani, afghani e siriani che attraversano i Balcani, spesso a piedi. Dopo lo sdegno iniziale il silenzio dell’Europa – scrive Repubblica – sarebbe dovuto alla diffusa consapevolezza che chi arriva qui non vuole restare in Ungheria. E, commenta un funzionario di polizia locale, l’esibizione di forza di Orban conviene a molti, in Europa.
Memoria a Sant’Anna. È stata ristrutturata grazie all’impegno comune di Italia e Germania la cappella di Sant’Anna di Stazzema simbolo del lavoro di chi ha collegato “la memoria degli orrori della guerra con lo spirito di pace, di concordia e di amicizia”. Sono queste le parole del Presidente Mattarella, scritte per il 71esimo anniversario della strage compiuta dai nazifascisti della XVI Division Reichsfhurer SS, il 12 agosto 1944. Alle commemorazioni hanno partecipato anche Tassos Papaharalambos, della città greca di Distomo dove nel 1944 le truppe naziste uccisero 218 civili e l’ambasciatore armeno Sargis Ghazaryan, che ricordando il genocidio del 1915, ha auspicato una memoria “preventiva e vigile” contro ogni strage (Corriere Fiorentino, Repubblica Firenze).
Possibili incompatibilità. La nomina di Fiamma Nirenstein a nuova ambasciatrice dello Stato di Israele in Italia renderebbe incompatibile la posizione lavorativa del figlio all’Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna). Il regolamento interno vieta infatti ai dipendenti dell’agenzia di avere rapporti e relazioni di parentela con personale diplomatico di altri Stati. Il problema potrebbe essere risolto con un trasferimento, scrive il Fatto Quotidiano.
Sul Manifesto Moni Ovadia attacca violentemente la scelta di Netanyahu per Roma. “Fiamma e Bibi, una coppia fatale” il titolo del suo intervento.
Israele a Parigi: boicottatori in azione. L’opinione pubblica francesce discute sull’iniziativa “Tel Aviv sur Seine”, che intende ricreare sulle rive della Senna l’atmosfera balneare israeliana. Una festa aperta a tutti, ma c’è anche chi non gradisce e ideologicamente denuncia una manovra di comunicazione “in grado di migliorare l’immagine dello stato ebraico e di contribuire a perpetuare l’occupazione dei territori palestinesi”. Al centro di tutto, secondo Le Monde, ci sarebbe “quella che si potrebbe chiamare la cultura di Oslo”, per cui tutte le parti in causa in queti giorni a Parigi continuano a ragionare seguendo il meccanismo di risoluzione dei conflitti forgiato nei primi anni Novanta da Yasser Arafat e Yitzhak Rabin e dall’amministrazione di Bill Clinton. Un paradigma che presuppone che i torti siano divisi, che entrambe le parti siano motivate da buona volontà, e che, pertanto, mettendole intorno a un tavolo la pace alla fine emergerà sotto forma di due stati per due popoli. Questo quadro analitico applicato al conflitto israelo-palestinese, scrive Le Monde, “è decisamente obsoleto”.
La figlia racconta Bassani. Paola Bassani, presidente dell’Association des Historiens de l’Art italien a Parigi, ricorda su Famiglia Cristiana il padre Giorgio e come scrivesse all’alba mentre nei pomeriggi, quando lei e il fratello cercavano di non disturbarlo, si dedicasse alla trascrizione di parti già scritte. Questa la sua testimonianza: “Solo dei Finzi-Contini abbiamo oltre duemila pagine. A volte – avevamo sette, otto anni – ci chiamava e ci leggeva e poi ci chiedeva: ‘Vi piace di più così o cosi?’ Noi sceglievamo e incredibilmente ci prendeva sul serio. Eravamo i suoi giudici ed era una cosa allegra. Ma arrivavamo quando ormai la fase tormentata della creazione, quella che lo faceva soffrire nella convinzione di aver scritto cose orribili, era finita”.
Una squadra che fa paura. Sono ben quindici i tesserati nelle file dell’FC Ostelbien-Domburg che si dichiarano apertamente nazisti, a partire dal capitano, che indossa la maglia numero 18 per ricordare le iniziali numeriche di Adolf Hitler. Cinquantanove dei sessantacinque arbitri della lega hanno rifiutato l’incarico di dirigere i match casalinghi dell’Ostelbien-Dornburg per paura di disordini e aggressioni e le camicie brune del calcio, che giocano in ottava divisione, verranno presto escluse per decisione della Federcalcio della Sassonia (FSA) che ha certificato come il club non abbia fatto nulla per allontanare questi atleti. (Tuttosport)
Ada Treves twitter @atrevesmoked
(13 agosto 2015)