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Qui Roma – L’eredità di Mario Castelnuovo
La musica dell’esilio

Schermata 09-2457273 alle 14.25.03La musica come ponte per la cultura e la conoscenza. La musica come simbolo della propria identità ed eredità per le generazioni future. Si chiude con un omaggio al compositore fiorentino Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968), ospitato dalla Sala Accademica del Conservatorio Santa Cecilia, la sedicesima Giornata Europea della Cultura Ebraica di Roma.
Sul palco l’organo della musicista Livia Mazzanti si è inframezzato alle letture dell’attore Emanuele Carucci Viterbi e alla voce del tenore Claudio Di Segni.
“Questo importante appuntamento – ha spiegato il presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello – è dedicato alla memoria del rabbino emerito Elio Toaff recentemente scomparso. Proprio nel suo discorso di insediamento come rabbino capo di Roma, rav Toaff auspicava ad una crescita religiosa e culturale di questa comunità e credo fermamente che, grazie al nostro vigore, l’obbiettivo sia stato raggiunto. Abbiamo scelto di chiudere la Giornata con un concerto perché la musica è un linguaggio universale che può portare tutti dalla stessa parte, quella che si batte contro il pregiudizio”.
Alfredo Santoloci, direttore del Conservatorio di Santa Cecilia prende poi la parola: “Quello che lega Santa Cecilia alla comunità ebraica è un rapporto di profonda amicizia e sono particolarmente felice di rendere omaggio a un autore raffinato e geniale come Mario Castelnuovo-Tedesco, legato da una prolifica collaborazione con Toscanini. Questa è la bellezza di cui il mondo ha bisogno”. “Castelnuovo-Tedesco era estremamente legato alla sua identità di italiano ed ebreo – aggiunge Miriam Haiun, direttrice del Centro di cultura ebraica di Roma – e anche una volta emigrato negli Stati Uniti mantenne intatta la sua identità”.
A guidare il pubblico tra le luci e le ombre della vita del compositore, la musicologa Daniela Tortora. Nato alla fine dell’800 da un’agiata famiglia ebraica di Firenze, Castelnuovo-Tedesco si dedicò al pianoforte riscuotendo fin da subito successo. “La sua musica aveva una grande circolazione – spiega Tortora – e la sua vita in Italia assomigliava ad un idillio. L’esilio forzato in America a causa delle leggi razziste fu un vero proprio trauma che interruppe la sua vita felice. Dopo un primo smarrimento, trovò il suo sbocco componendo per il cinema e si trasferì in California. Questo concerto è dedicato però ai suoi componimenti per organo, un repertorio quasi rimosso riportato alla luce da Livia Mazzanti, attraverso i quali ricordò i suoi cari smarriti tenendo alto il valore della Memoria”.

r.s. twitter @rsilveramoked

(Nell’immagine Livia Mazzanti ed Emanuele Carucci Viterbi)

(7 settembre 2015)