Israele, nuove tensioni

rassegnaDopo gli scontri a Gerusalemme, proseguiti anche in questo fine settimana, a far aumentare la tensione tra israeliani e palestinesi sono stati i missili lanciati nelle ultime quarantottore dalla Striscia di Gaza. Due razzi sono stati intercettati dal sistema anti-missili Iron Dome mentre un colpo di mortaio è caduto nei pressi di un’abitazione a Sderot, nel sud del Paese, senza provocare vittime. Solo l’Osservatore Romano dedica spazio all’escalation di violenza che toccano anche la Capitale, dove da Rosh HaShanah vanno in scena scontri – in particolare nei pressi della moschea Al Aqsa – tra manifestanti palestinesi, con lancio di pietre e molotov, e polizia israeliana. Tra i luoghi più coinvolti, l’area del Monte del Tempio o Spianata delle Moschee, luoghi sacri sia per gli ebrei sia per i musulmani. Nelle scorse ore per stemperare la situazione, riporta il quotidiano vaticano, sono intervenuti i rabbini capo di Israele David Lau e Yitzhak Yosef che hanno rivolto un appello ai leader religiosi islamici e di altre religioni per “lavorare insieme per arrestare immediatamente la violenza a Gerusalemme e nei suoi dintorni”. Oggi il primo ministro Benjamin Netanyahu si riunirà con il suo gabinetto di sicurezza per valutare la situazione.

Il destino di Assad e della Siria. Dopo il dispiegamento di forze deciso dal presidente russo Vladimir Putin a sostegno di Bashar Al Assad e le conseguenti tensioni con Washington, da parte americana arriva un segnale di apertura. Il segretario John Kerry, scrive La Stampa, ipotizza un ruolo temporaneo di Assad nel futuro della Siria: un’opzione sino ad ora esclusa dallo stesso Kerry ma ora rimessa sul tavolo per cercare di aprire una nuova fase di trattative che ponga fine alla sanguinosa guerra civile siriana. In realtà, come spiega il quotidiano di Torino, la Casa Bianca è pessimista sulla possibilità di intraprendere la via diplomatica, con le forze ribelli decise a destituire immediatamente il dittatore Assad.

Le urne e l’anima nera della Grecia. Oggi è il giorno delle elezioni greche e l’Europa si interroga su quale volt avrà il prossimo governo di Atene. Dopo il fallimento della sinistra di Tsipras, i sondaggi danno i partiti di centro Nuova Democrazia e Pasok più o meno alla pari e saranno loro a contendersi la vittoria. Ma in un paese stremato dalla crisi e meta di migliaia di profughi in fuga dai conflitti mediorientali, i conflitti sociali aumentano e così il gradimento per le frange più estremiste: Alba Dorata, il partito neonazista che aveva già preoccupato l’Europa alle scorse elezioni, sta conquistando ulteriore popolarità tra i greci e, come spiega La Stampa, sembra “rappresentare oramai l’unica opposizione”. Nei sondaggi è il terzo partito di Grecia.

Il Golem a Torino Spiritualità. Si avvicina l’apertura della rassegna torinese in cui si intrecciano filosofia e religione. Quest’anno il tema scelto è l’impasto umano: “la sfida esistenziale è molteplice – spiega il Corriere della Sera – riconoscersi incompiuti, in costante ricerca di definizione, cercare per ciascuno una forma, un soffio, accettare la terra e l’aria di cui siamo composti, fare i conti con il creatore, se crediamo ne esista uno, o con la sua assenza”. E di creato e creatori parla anche il racconto del golem della tradizione ebraica, il gigante d’argilla costruito dall’uomo e di cui si parlerà a Torino Spiritualità: il golem, scrive il Corriere riprendendo la poesia di Jorge Luis Borges, rappresenta “il dilemma ultimo dell’«impasto umano»: cosa può l’uomo e cosa sa fare solo Dio”.

Israele, tecniche per non sprecare acqua. La tecnica dell’irrigazione goccia a goccia, già famosa in tutto il mondo e ideata in Israele, è stata al centro di un incontro tecnico tenutosi nei giorni scorsi al Parco tecnologico padano di Lodi sul tema “Uso dell’acqua e sostenibilità delle produzioni risicole: una prospettiva globale” (La Stampa). Sul territorio lombardo, tra cui proprio a Lodi, sono maturate nel segno di Expo diverse collaborazioni tra aziende italiane e israeliane proprio in riferimento all’agricoltura e alla gestione del consumo dell’acqua.

Il giurista Rodotà. In un’ampia intervista rilasciata a Repubblica dalla sua casa nei pressi del quartiere ebraico di Roma, Stefano Rodotà, autorevole giurista italiano, racconta il suo passato e il suo rapporto con il pensiero giuridico. Dell’infanzia e del periodo della dittatura fascista, ricorda come nella sua famiglia solo uno “uno zio si mostrò decisamente antifascista”. Di quegli anni, Rodotà poi ricorda che “Proprio sotto casa c’era una bottega di calzolaio retta da due fratelli. Bravissimi. Si chiamavano Aversa. Erano ebrei. Ogni tanto arrivava la polizia li prelevava e li portava via. Imparai che il regime fascista era un misto di controllo e di sopraffazione”

Il profilo di Primo Levi. Da qualche settimana in libreria, Avvenire torna a parlare dell’imponente lavoro di Marco Belpoliti, Primo Levi di fronte e di profilo (Guanda), una monografia dedicata allo scrittore torinese. Dell’opera aveva parlato anche Pagine Ebraiche, raccogliendo impressioni e analisi di quattro voci dell’ebraismo italiano, ovvero degli storici Alberto Cavaglion, Manuela Consonni, Anna Foa, e Claudio Vercelli.

Il tour dell’antico ghetto di Roma. Sul Sole 24 Ore, Giulio Busi si sofferma sul libro di Micol Ferrara, Dentro e fuori dal ghetto. I luoghi della presenza ebraica a Roma tra XVI e XIX secolo (Mondadori). “Con ballatoi e passaggi, che univano i diversi edifici in un labirinto di promiscuità e di affetti, il ghetto romano fu mirabile macchina comunitaria e identitaria. – sostiene Busi – Commerci, studi, scuole, omelie rabbiniche e prediche di apologeti cristiani, cui gli ebrei erano costretti ad assistere, tutto doveva trovar posto lì, entro un recinto così stretto che ci si viveva a stento. Eppure, per oltre tre secoli, gli ebrei dell’Urbe ce la fecero, ad adattarsi e a difendersi”.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked

(20 settembre 2015)