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“Se un uomo [il padre] ha un figlio [maschio] traviato [che devia dalla retta via] e ribelle [che si oppone con violenza], che ruba, mangia [in un certo modo] carne e beve [in un certo modo] vino in eccesso, e non ascolta [deve poter ascoltare] la voce di suo padre e alla voce di sua madre e, pur diffidandolo e castigandolo [devono saper educare], non dà loro ascolto. Suo padre e sua madre [insieme e d’accordo] lo prenderanno, lo porteranno [devono essere in grado di prenderlo] dagli anziani della sua città, presso il tribunale del suo luogo di residenza, e diranno [parlando con le stesse parole] agli anziani della sua città: ‘questo nostro figlio [naturale] è traviato e ribelle, non dà ascolto alla nostra voce [devono parlare con la stessa voce], è un ingordo di carne e un ubriacone di vino’. Allora tutti gli uomini incaricati dal tribunale di quella città lo lapideranno e morirà e così estirperai colui che compie il male di mezzo a te. Il tribunale dovrà rendere pubblico l’accaduto così che tutto Israele sentirà quanto è successo e ne avranno timore”.
La lettura di Rashi ci dà alcune tracce che suscitano ulteriori domande. Dalle parole chiave i commentatori tireranno fuori numerose spiegazioni. Non stupisce che i Maestri nel Talmud abbiano dichiarato: “’Il caso del Ben Sorer UMoreh non è mai esistito, non esiste, e non esisterà mai!’. ‘Ma allora perché è scritto? Commenta e riceverai il premio!’” (Sanhedrin 70). Questo è un caso limite ed è solo finalizzato allo studio della Torah. Lo studio della Torah è una Mitzvah per se stessa. Dal caso del Ben Sorer UMoreh, emerge chiaramente la potenza interpretativa dei Maestri e l’indispensabilità della Torah Orale: in questo caso per specificare, limitare e circoscrivere.
Esiste però un altro caso emblematico, quello di Basar BeChalav: in questo caso la forza interpretativa dei Maestri è finalizzata a ampliare e estendere.
Quello che conta però in tutti i casi è il peso della Torah Orale, ben più grande di quello della Torah Scritta. Quello che conta è l’interpretazione orale, lo spirito della Torah Orale e non tanto la lettera della Torah Scritta. Qui si sottolinea il ruolo fondamentale che gioca la Torah Orale e l’autorità dei Rabbini nel determinare la Halachah. La Torah viene dunque concepita come un corpo unico composto fondamentalmente di due parti. La prima non è comprensibile senza il ricorso alla seconda: solamente dalla loro intima connessione può scaturire il vero senso della rivelazione. La Torah Scritta rappresenta una sorta di appunto, di sintetica epifania di quella Orale, e necessita quindi dell’integrazione di quest’ultima per poter rivelare i suoi contenuti. La Torah Orale diventa in questo modo il vero fondamento di tutta la Halachah, l’elemento teologico distintivo e la condizione stessa del patto con il popolo ebraico: è la parte fondamentale della Rivelazione. Misconoscerne il ruolo centrale viene considerato dai Maestri alla stregua della negazione dell’origine Divina della Rivelazione.

Paolo Sciunnach,insegnante

(21 settembre 2015)