Giorgio Israel (1945-2015)

israelgiorgioIllustre matematico, epistemologo e storico della scienza, il professor Giorgio Israel ha concluso nelle scorse ore a Roma la sua vita terrena all’età di 70 anni.
Membro della Académie Internationale d’Histoire des Sciences e docente dell’Università La Sapienza di Roma, Israel è stato autore di più di 200 articoli scientifici e 30 volumi.
Attivo in prestigiosi gruppi di lavoro internazionali dedicati al mondo dell’università e della ricerca, ha fatto parte anche della commissione per il riordino del fondo d’archivio Vito Volterra presso l’Accademia Nazionale dei Lincei e del Comitato Nazionale per le celebrazioni in onore di Enrico Fermi. Ha inoltre diretto, dal 1976 al 2012, numerosi programmi di ricerca presso l’Università La Sapienza, il ministero della Pubblica Istruzione, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e guidato l’unità di Roma dei Progetti di ricerca di interesse nazionale (PRIN) nell’area della storia della matematica.
Intensa l’attività pubblicistica sulle pagine di quotidiani come L’Osservatore Romano, Il Messaggero, Il Mattino, Il Foglio, Avvenire, Paese Sera, L’Unità, Il Giornale, Libero, Tempi. E prezioso il suo contributo come collaboratore di diverse testate ebraiche, in particolare negli anni in cui nuove sfide e nuove iniziative venivano lanciate rivolgendosi a fasce sempre più ampie di opinione pubblica.
L’impegno nel mondo ebraico si è esplicato anche attraverso una costante partecipazione alla sua vita politica e ai suoi momenti di incontro. Come delegato ai congressi UCEI o ancora, pochi mesi fa, come candidato nella lista guidata da Fiamma Nirenstein alle elezioni di rinnovo del Consiglio comunitario romano.
Sempre stimolanti e attuali gli interrogativi suscitati dai suoi interventi. Ammoniva ad esempio il professore in un editoriale pubblicato su Pagine Ebraiche alla vigilia di importanti cambiamenti che avrebbero ridefinito l’assetto dell’Unione delle Comunità, la massima assise dell’ebraismo italiano:
“Si sente in giro un certo trionfalismo – scriveva Israel – mai come in questi tempi l’ebraismo e la cultura ebraica sono al centro di un interesse diffuso. È vero. Ma dire che ciò sia prova di interesse, e magari anche di simpatia, per gli ebrei, comporta un salto logico avventato. Chi può negare che la cultura greca sia da secoli circondata da un interesse e un’ammirazione immensi, che il tempo non consuma? Ma di qui a dire che da ciò derivi interesse e simpatia per i greci contemporanei ne corre”. Naturalmente, proseguiva, il parallelismo è grossolano: gli ebrei di oggi hanno una relazione con la loro tradizione di gran lunga più forte. “Ma a condizione – sottolineava – di precisare che la forza di questa relazione è indiscutibile se ci si riferisce alla religione, assai meno se ci si riferisce alla cultura, anche a quella religiosa. Anzi, per quanto riguarda queste ultime, spesso si ha l’impressione che ad esse siano più interessati i non ebrei; mentre gli ebrei fanno la figura dei custodi di un museo cui guardano molto distrattamente. Quindi, se parliamo di cultura, malgrado le apparenze, emerge il fenomeno di ebrei senza ebraismo e di un ebraismo senza ebrei”.
Molteplici gli articoli e gli scritti dedicati ai temi dell’identità ebraica e alla lotta contro l’antisemitismo e ogni forma di odio. Un lascito imponente, argomento anche della recente ripubblicazione in forma ampliata de “La questione ebraica. I conti sempre aperti con il razzismo” (Salomone Belforte editore, una prima versione era stata pubblicata nel 2002 dal Mulino). Un’opera significativa, in cui Israel si scaglia contro i pericoli del politicamente corretto ormai diffuso “come un dogma” in ogni ambito della società, che sembra però incontrare “insormontabili difficoltà” di applicazione quando si tratta degli ebrei.
“Diciamo pure che viene accantonato senza tanti complimenti. Per questo – scriveva Israel con la consueta schiettezza – ci sembra che la questione ebraica sia un termometro dello stato dell’intera società sul tema della tolleranza”.
I funerali di Giorgio Israel avranno luogo questo pomeriggio alle 15 al cimitero di Prima Porta.
Dalla redazione del portale dell’ebraismo italiano www.moked.it e di Pagine Ebraiche la partecipazione al dolore dei familiari e delle persone che gli sono state vicine.
Che il suo ricordo sia di benedizione.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(25 settembre 2015)