La rassegna settimanale di melamed
Laicità, un problema per la scuola?

melamedbannerMelamed è una sezione specifica della rassegna stampa del portale dell’ebraismo italiano che da più di tre anni è dedicata a questioni relative a educazione e insegnamento. Ogni settimana una selezione della rassegna viene inviata a docenti, ai leader ebraici e a molti altri che hanno responsabilità sul fronte dell’educazione e della scuola. Da alcune settimane la redazione giornalistica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane aggiunge al lavoro di riordino e selezione settimanale un commento, per fare il punto delle questioni più trattate sui giornali italiani ed esteri. Per visualizzare la newsletter settimanale di melamed cliccare qui.

Laicità, un problema per la scuola?

È una proposta di legge definita “coercitiva” dalla sinistra e “pragmatica” dalla destra francese: cinque punti fra cui il divieto di indossare capi di abbigliamento che mostrino in maniera ostentata un’appartenenza religiosa, e il divieto all’esonero dalle attività scolastiche per motivi religiosi. Viene suggerito, inoltre, l’uso dell’uniforme. È effetto della direttiva emessa a luglio dalla commissione d’inchiesta del Senato sul ruolo dell’educazione come servizio pubblico, commissione nata a gennaio dopo gli attentati e i successivi problemi nelle scuole ed ha già suscitato numerose polemiche. (Le Figaro, 22 settembre)
E all’apertura dell’anno scolastico, in Francia, il ministero dell’Istruzione ha proposto la Carta sulla laicità, con i suoi 15 punti che hanno per scopo anche di “evitare quell’apartheid territoriale” di cui nessuno nega più l’esistenza. Ma la verità, ripetuta da molte donne, è che in certi quartieri delle banlieue avere una madre senza il velo può esporre a mitragliate di insulti. E la nuova decisione del ministero dell’Istruzione, che intende far firmare la “carta” a tutti i genitori sta creando molte tensioni. E le associazioni spiegano che il concetto di “laïcité”, idea dalle molte sfumature, rischia persino di essere percepito nei quartieri difficili come un sinonimo raffinato di discriminazione. (Avvenire, 24 settembre)
Scuole cristiane in sciopero. Perdura la tensione in Israele fra le scuole cristiane e il ministero dell’Istruzione, causata dalla decisione del governo di ridurre le sovvenzioni, contro cui perdura dall’apertura dell’anno scolastico uno sciopero ad oltranza che di fatto tiene a casa 33 mila studenti. (Osservatore Romano, 19 settembre)
“Sono rimasto bambino”. È intervenuto a Tocatì, il Festival internazionale dei giochi in strada di Verona che ha appena chiuso la sua XIII edizione Josef Joffo, autore di diversi libri per ragazzi, tra cui il classico Un sacchetto di biglie. “Anche se i giochi cambiano natura a seconda dell’età e dell’epoca storica, questo tema resta la pietra angolare della mia visione dell’infanzia. Nonostante la cupezza degli avvenimenti descritti in Un sacchetto di biglie, la mia infanzia rimane il territorio privilegiato per lo sviluppo del mio immaginario e del mio universo interiore. Da lì traggo continua ispirazione”. (Avvenire, 19 settembre)
La tecnologia che aiuta. Il primo convegno internazionale sulle frontiere high tech per la disabilità tenutosi in Italia si è svolto a Milano, all’Università Cattolica, mostrando quanto grandi siano le potenzialità di strumenti ancora poco diffusi. Dal robot che chiama i bambini per nome, sa imitare i loro movimenti e può essere usato per aiutare gli alunni autistici, alle applicazioni per tablet che permettono di comunicare con i piccoli che hanno un handicap ai libri di testo multitouch, ai comandi vocali che permettono ai non udenti di proiettare una ricerca o una tesina in aula come tutti gli altri compagni. (La Repubblica Milano, 19 settembre)

Ada Treves twitter@atrevesmoked

(25 settembre 2015)