Torino – Prix Italia: il potere della Storia

Schermata 09-2457291 alle 14.25.13Si è conclusa ieri la sessantasettesima edizione del Prix Italia, Festival internazionale di radio televisione e web, sostenuto e organizzato dalla Rai, teso a premiare la qualità e l’innovazione in questi tre campi della comunicazione. Il festival si è svolto a Torino, città a cui ormai il Prix Italia è legato da diversi anni.
Il potere delle storie e il laboratorio della creatività. Questo il tema scelto per l’edizione del 2015. Quanto è importante oggi saper raccontare? Ci sono delle piattaforme più adatte di altre nel farlo? Cos’è oggi lo storytelling se lo decliniamo nell’universo del web? Tutte domande a cui il Prix Italia ha cercato di dare una risposta mettendo a confronto prodotti creati da più broacasters internazionali di radio tv e web. A concorrere 89 programmi radio, 98 programmi televisivi e 54 prodotti web. Un’ulteriore domanda da porsi è cosa bisogna raccontare oggi? Bisogna trattare di finzione o anche di realtà? Tra storytelling e creatività è rimasto ancora posto per la Storia? La risposta a quest’ultima punto interrogativo la si è avuta durante la cerimonia di premiazione. Infatti tra i molti, sono stati premiati tre prodotti, i primi due accomunati dal fatto di aver posto al centro il passato per rimetterlo in discussione e studiarlo sempre da nuove prospettive; il terzo che approfondisce un tema come quello del razzismo radicato nella storia, declinandolo però nel presente e più in specifico nell’universo del web. Il primo progetto, “Il cabaret della morte”, prodotto da TVP (Polonia) e diretto da Andrzej Celinski, è un documentario che mette in scena la storia di un gruppo di artisti ed ebrei che durante la segregazione razziale della Seconda Guerra Mondiale, combattono la loro drammatica condizione con la musica, il teatro, l’umorismo, le risa. La stessa giuria ha definito il progetto “una produzione audace e ambiziosa che si assume il rischio di rimettere in scena il suono delle risate nei ghetti e nei campi di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale” e ancora “questo docu-drama riesce a costruire un grande universo che trasporta il pubblico nell’inaspettato mondo dello humour ebraico di fronte alla morte”. Anche “La Guerra dell’acqua pesante”, prodotto da NRK, Norvegia e diretto da Per Olav Sorensen, ha come tema il passato che racchiude in sé un forte impatto sul presente. Si tratta di un serial a puntate che ricostruisce il tentativo nazista di ottenere la bomba. Il protagonista è un giovane ebreo tedesco, premio Nobel per la fisica, il cui coinvolgimento risulterà cruciale nella corsa dei tedeschi alla bomba atomica. La giuria lo definisce : “Un giallo in cui la recitazione degli attori è superba, di grande qualità produttiva. Siamo trascinati al cuore del dilemma morale in cui si dibatte il giovane scienziato”. Infine “ La santa nera”, un radio-documentario prodotto da Sveriges Radio, Svezia e diretto da Mans Mosesson, che pone al centro il tema del razzismo in Europa trattato in forma anonima attraverso Internet. Questo tema, ricorrente nella storia, assume sempre più le sembianze di un virus impossibile da debellare che si fa strada ad ogni costo e con ogni mezzo, quindi anche attraverso l’odierno Internet.
Questi tre autori, ma anche molti altri in questo concorso, sono riusciti a rimettere sotto i riflettori dinamiche sociali erroneamente archiviate sotto l’etichetta ‘passato’. Questo è il potere dello storytelling, questo è il potere delle storie, o forse sarebbe meglio dire, della Storia.

Il Prix Italia nasce del dopoguerra, precisamente nel 1948 a Capri, con l’intento da parte del broadcaster Rai di dare un nuovo volto a un mezzo di comunicazione come la radio legata secondo l’immaginario collettivo a logiche di potere e di propaganda. Fin dalla sua prima edizione si è contraddistinto per un taglio marcatamente internazionale con l’obiettivo di individuare nel mare magnum degli enti radiofonici mondiali le nuove frontiere dei prodotti, indicarne il livello di qualità e ridefinire il concetto di servizio pubblico della radio rispetto ai suoi ascoltatori. Nel 1957 i confini del concorso si estendono, inglobando il nuovo mezzo di comunicazione per eccellenza: la televisione. Dopodiché sarà la volta del Web.

Alice Fubini

(25 settembre 2015)