Israele affronta il terrore
Quattro attentati a Gerusalemme, quelli più gravi quasi simultanei e di cui uno su un autobus di linea, due a Raanana, sempre pugnali e pistole le armi utilizzate, tre morti e oltre venti i feriti israeliani. Questo il tragico bilancio della giornata di ieri che ha fatto precipitare Israele nel terrore e ha fatto ipotizzare alla polizia israeliana per la prima volta dall’inizio dell’ondata di violenze l’esistenza di “un coordinamento degli attacchi” e un coinvolgimento di Hamas in tale ruolo di regia. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiamato in causa il presidente dell’Autorità palestinese Abu Mazen: “Basta dire bugie, affermi di voler fermare il terrore ma in realtà lo fomenti diffondendo veleno che alimenta l’odio”, le sue parole riportate dalla Stampa. Il governo vara contromisure drastiche a Gerusalemme, valutando se dispiegare l’esercito per le strade della città e circondare i quartieri arabi, da cui secondo lo Shin Bet proviene la stragrande maggioranza degli attentatori. “Non esiterò a usare tutti i mezzi del nostro arsenale per riportare la calma”, ha dichiarato Netanyahu, mentre alla Knesset è acceso il dibattito. A proporre soluzioni militari più aggressive è in particolare il leader di HaBayit HaYehudi Naftali Bennet che, riporta il Corriere della sera, già da giorni perora la causa della chiusura totale della Cisgiordania e dei quartieri di Gerusalemme Est. Ma il ministro della difesa Moshe Yaalon e il capo di Stato Maggiore Gadi Eisenkot hanno finora respinto le pressioni: secondo loro la misura risulterebbe poco efficace, non fermerebbe gli attacchi con i coltelli e verrebbe vista come una punizione collettiva che coinvolgerebbe altre persone nella spirale di violenza.
Senza Rabin, il sogno è tramontato. “Sono sempre più convinto che il naufragio della splendida visione dei due Stati in Palestina è dipeso soltanto dalla morte di Rabin. I grandi cambiamenti della Storia non sono solo frutto di idee nobili e rivoluzionarie ma anche di uomini in grado di farle valere”. La riflessione dello scrittore ebreo franco-polacco Marek Halter, pubblicata da Repubblica, sul vuoto lasciato dall’assassinio dell’ex primo ministro Rabin. “Le grandi potenze – il suo appello – facciano ripartire il negoziato, ora è tempo di studiare una Confederazione della Palestina”.
Ddl negazionismo, l’ok della Camera. Via libera della Camera dei deputati al ddl che interviene sulla cosiddetta legge Mancino sui reati di discriminazione introducendo l’aggravante di negazionismo, con la previsione di un aumento di pena quando la propaganda all’odio razziale o il pubblico incitamento alla discriminazione o alla violenza si fondano sulla negazione della Shoah, dei crimini di genocidio o di quelli contro l’umanità di guerra. Il ddl, che tornerà adesso all’esame del Senato, è stato approvato con un’ampia maggioranza di consensi: 340 i deputati favorevoli, 107 gli astenuti, un solo contrario. Della necessità del provvedimento scrive sul Corriere Donatella Di Cesare.
Giardino dei Giusti, il via libera del Comune. Via libera di Palazzo Marino alla riqualificazione del Giardino dei Giusti dell’associazione Gariwo sul Monte Stella a Milano. La giunta comunale ha approvato ieri all’unanimità il progetto dell’architetto Stefano Valabrega, dopo le molte polemiche sollevate da comitati dei residenti che lamentano un impatto eccessivo sull’area e dopo il voto contrario del Consiglio di zona 8, e si annuncia un ricorso al Tar. “Abbiamo approvato con convinzione un progetto che valorizza ancora di più il tema della Memoria”, le parole di soddisfazione espresse dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia, riportate sulle pagine locali del Corrriere. “Il Giardino – ha affermato – rappresenta oggi il patrimonio non di un singolo quartiere ma dell’intera Milano e, anzi, è stato preso a modello da tante città eruopee e non solo, e di questo dobbiamo essere fieri”.
Cerimonia del 16 ottobre, ospiti non graditi. Le pagine romane del Corriere della sera parlano della scelta espressa dalla Comunità ebraica della capitale di non invitare il sindaco Ignazio Marino alla fiaccolata che ogni anno viene organizzata insieme alla Comunità di Sant’Egidio per ricordare il rastrellamento nazista degli ebrei romani del 16 ottobre 1943. “Lo consideriamo persona non gradita e rischia forti contestazioni” per la vicenda dell’esclusione degli urtisti dall’area archeologica centrale, questa la dichiarazione rilasciata a settembre dalla Comunità ebraica, mentre Marino era ancora nel pieno delle sue funzioni.
Camera, il sì allo ius soli. Ha ottenuto il sì della Camera e ora passa all’esame del Senato il ddl che introduce lo ius soli, riformando le regole per ottenere la cittadinanza italiana. Favorevoli Pd, Scelta Civica e Sel, astenuto il Movimento Cinque Stelle, mentre ha protestato con forza in aula la Lega (La Stampa).
Isis e migranti, nuovo vertice UE. Senza la creazione di una “safe zone” per controllare Assad e fermare l’Isis a cavallo fra Turchia e Siria “risulterà inevitabile che sette milioni di persone intraprendano il viaggio verso l’Europa”. Questo l’appello del primo ministro turco Ahmet Davutoğlu indirizzato ai ventotto leader europei che si riuniranno domani per un vertice a Bruxelles. “Un accordo con i turchi ha senso se si riduce efficacemente l’afflusso di rifugiati, le concessioni saranno giustificate solo se si raggiunge questo obiettivo”, la dichiarazione (riportata dalla Stampa) del presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, che teme la Russia e come la Nato pensa che più che aiutare a combattere Assad stia aiutando l’Isis. E dallo Stato Islamico è arrivata ieri la conferma della morte del numero due dell’organizzazione, l’iracheno Fadel Ahmed Abdullah Al Hiyali, rimasto ucciso in un raid aereo statunitense ad agosto, come riporta il Messaggero.
La lettera a Hiter. Le pagine romane del Corriere annunciano la presentazione del libro “La lettera a Hitler” di Gabriele Nissim, presidente dell’organizzazione Gariwo – La foresta dei Giusti, che racconta la storia dello scrittore tedesco Armin Wegner, nominato Giusto tra le Nazioni. All’incontro, che si svolgerà domani alle 18.30 al Tempio di Adriano, parteciperanno oltre all’autore il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Itaiane Renzo Gattegna, Micha Wegner, figlio di Armin, l’ambasciatore armeno Sargis Ghazarian e i giornalisti Gian Antonio Stella e Wlodek Goldkorn. Modera Viviana Kasam, con letture di Manuela Kustermann.
L’etica del vegetarianesimo. Le pagine milanesi del Corriere annunciano l’evento organizzato nell’ambito dell’Expo dalla comunità ebraica del capoluogo lombardo sul tema della pratica e dell’etica del vegetarianesimo, che si terrà oggi alla Palazzina Appiani e vedrà a partecipazione, tra gli altri, del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni.
Francesca Matalon twitter @fmatalonmoked
(14 ottobre 2015)