Je suis Paris – L’appello del rav Haïm Korsia
“Contro il terrore, restiamo uniti”

korsia victoire “Quando la Francia è attaccata sono tutti i cittadini francesi a essere sotto attacco, e nel momento in cui un uomo o una donna sono colpiti è un freno all’umanità. Non ci si può sentire distanti da qualcuno con il pretesto di non avere la stessa nazionalità, lo stesso sesso o la stessa religione”. È un forte appello all’unità e alla solidarietà quello che il gran rabbino di Francia Haïm Korsia ha scelto di lanciare nelle ore che sono seguite alla notte di terrore di Parigi. Per ricordarne le vittime e dedicare una preghiera a loro e ai feriti così come alla Repubblica attaccata nei suoi valori fondanti, ieri sera si è svolta una cerimonia nella Grande Synagogue di rue de la Victoire a Parigi, alla presenza di più di duecento persone raccoltesi, sfidando a testa alta la paura, per quello che Korsia ha definito “un momento di condivisione, di semplice presenza” ma “vitale”.
“Ad appena qualche mese dalle tragedie di gennaio, la Francia, di nuovo colpita al cuore da un’indicibile barbarie, deve leccarsi le ferite, rialzarsi e andare avanti unita per lottare contro il terrorismo e contro tutti quanti strumentalizzano e distorcono la religione per uccidere in nome di Dio”, le parole del rav Korsia diffuse subito dopo la fine dello Shabbat. “Dobbiamo ricostruire insieme la nostra capacità di vigilanza e la nostra responsabilità gli uni verso gli altri che faranno di ciascuno di noi il guardiano di suo fratello – ha continuato. È la risposta alla barbarie, e nel momento in cui essa colpisce un individuo è l’insieme dei cittadini a esservi coinvolto”.
korsia tricolore Nella consapevolezza che un lutto “non è un momento di inazione ma un tempo in cui si riflette al di là delle reazioni a caldo” e con la speranza espressa dal rav Guggenheim che “al pianto seguiranno la gioia e il sorriso”, il gran rabbino di Francia ha dunque esortato non solo gli ebrei ma tutta la società francese alla preghiera “per restare solidali, per restare uniti”, ma soprattutto a manifestare, denunciare tali atti inumani e a partecipare a tutte le cerimonie e i raduni per difendere i valori repubblicani di libertà, uguaglianza e fratellanza. Il loro simbolo, il tricolore blu-bianco-rosso, è comparso sulle foto del profilo di Facebook e dei social network del rav Korsia come su quelle di tantissimi altri utenti di tutto il mondo, a testimoniare l’importanza che essi devono avere “negli atti quotidiani”. In questo, ha sottolineato con forza, i leader religiosi hanno “una vera responsabilità”, quella di comunicare che “la Francia non è essere ciascuno per sé, ma è essere tutti insieme, ciascuno nella sua diversità”. Korsia ha quindi raccontato di aver ricevuto numerosi messaggi da preti, pastori e imam “che mi chiedono di fare delle cose in comune, di manifestare che stiamo insieme e che non viviamo un una società segmentata”.
“La Francia è in lutto, il mondo libero è in lutto e nonostante il dolore immenso so che la Francia e i francesi non si arrenderanno di fronte a questo pericolo barbaro”, la nota di speranza di Bohbot. “Con l’odio gratuito si distrugge – ha concluso il rav Korsia – dunque il solo modo di opporsi a quest’odio gratuito è l’amore gratuito”.

Francesca Matalon twitter @fmatalonmoked

(16 novembre 2015)